Roma, 11 set – Aveva invocato più migranti con figli già lo scorso agosto. Adesso Gerardo Santomauro, sindaco di Ventotene, è tornato a chiedere di poter accogliere bambini in età scolare per poter riempire le scuole semivuote dell’isola laziale. Possiamo mettere loro a disposizione la casa-alloggio per anziani, trasformandola in una casa famiglia”, ha detto il primo cittadino a Repubblica. L’esplicita richiesta di Santomauro riguarda appunto bimbi figli di immigrati, perché secondo lui l’unica soluzione per tenere aperte le scuole di Ventotene è questa: riempirle di non italiani.

“Aprire agli orfani e alle famiglie di migranti – ha dichiarato Santomauro –  per noi rappresenta un’apertura dell’isola al mondo esterno, un modo per renderla di nuovo simbolo dell’Europa delle vere aperture verso i deboli che diventano risorse. Abbiamo qui già molti stranieri, romeni in particolare, che vivono in pace e sono appunto una grande risorsa”.  Ancora la solita storiella degli immigrati come risorse. In questo caso purtroppo sembra arduo sostenere che anche i bambini in età scolare siano in grado di pagarci le pensioni, ma non si sa mai. Il sindaco ha fatto appello direttamente al ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli per “garantire l’istruzione sull’isola fino ai 14 anni”, che secondo lui può avvenire soltanto tramite l’arrivo sull’isola di immigrati con figli.

Una richiesta, quella del primo cittadino, che però non sembra affatto essere apprezzata dai cittadini di Ventotene (600 residenti che in inverno si riducono a circa 200 abitanti in pianta stabile).”Chi ci dice che gente verrà e se i nostri figli saranno la sicuro?”. E’ il legittimo dubbio dei cittadini che da sempre vivono sull’isola. Ma non è soltanto una questione di sicurezza, è l’idea stessa di sostituzione di popolo a non poter essere considerata buona cosa. A prescindere dal numero di alunni nelle scuole, non pensare a politiche che attraggano italiani a Ventotene o spingano i residenti a restare nel luogo natio puntando semplicemente a popolarlo con stranieri.

A centrare il punto è Rossella, che di figli in età scolare ne ha due: “Mi piace stare qui – ha dichiarato la donna al Corriere della Sera – mi piace che mia figlia cammini scalza per l’isola. La verità è che i problemi sorgono quando finiscono le medie, quando ci si deve sradicare per consentire ai propri figli di frequentare le scuole superiori. Bisognerebbe mettere a disposizione degli appartamenti per le mamme, le famiglie che se ne vanno con i figli adolescenti portando via anche quelli più piccoli. Il disagio che si viene a creare è enorme”. “Perciò – puntualizza la mamma – il problema non è incrementare le presenze nella scuola dell’obbligo, ma il dopo”.

Alessandro Della Guglia

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