Roma, 3 ott – Chi controlla i controllori a Madrid? Questa è una domanda che potrebbe venire in mente a chi ha osservato l’incontro che si è svolto nella capitale spagnola dove si sono riuniti i sedicenti fact-checker (cacciatori di bufale) europei contraddistinti dal bollino dell’European fact-checking standards network (Efcsn), un gruppo formato da 44 organizzazioni voluto e finanziato nel 2021 dalla Commissione europea attraverso il progetto “Call of Integrity of Social Media”. Questi fact-checker potrebbero essere paragonati a una sorta di ministero della verità europeo perché sanciscono quali sono le notizie false anche sui social network, in particolare su Facebook che, peraltro, figurava tra i relatori dell’incontro di Madrid. Per verificare quale sia la loro reale posizione, basta seguire i soldi leggendo le liste dei finanziatori delle loro organizzazioni. Tra questi, come al solito, spiccano la fondazione dello speculatore dem George Soros e alcune agenzie governative degli Stati Uniti.

Il Poynter Institute

Oltre al bollino di qualità dell’Efcsn, molte delle organizzazioni presenti a Madrid, come Open di Enrico Mentana, sono contrassegnate dal marchio del Poynter Institute, un’organizzazione americana finanziata dalla Open Society Foundations di Soros, dalla Bill & Melinda Gates Foundation, dal Dipartimento di Stato americano, dalla National Endowment for Democracy (Ned) sovvenzionata quasi completamente da agenzie governative degli Stati Uniti, da Facebook e Google. Il Poynter Institute ha creato una rete a livello globale che stabilisce quali siano le notizie vere e quali quelle false. Il suo potere di censura si è fortificato ancora di più durante la pandemia. Non è un caso che tra i maggiori donatori sia presente Bill Gates, colui che ha manovrato la gestione mondiale della pandemia grazie alle sue influenze e al suo denaro.

Le organizzazioni dell’European fact-checking standards network finanziate da Soros

L’organizzazione che ha ospitato l’incontro a Madrid è la spagnola Maldita, la quale si occupa principalmente di verificare le notizie sulla politica, l’immigrazione, i diritti delle donne e il clima. Come si legge nella lista dei donatori, “Open Society Foundations (fondazione di Soros) ci finanzia per sostenere il lavoro che svolgiamo con il nostro dipartimento per le politiche pubbliche e lo sviluppo istituzionale, dove prepariamo rapporti, posizioni e raccomandazioni su normative o politiche riguardanti disinformazione e libertà di espressione”.

La Forensic Architecture (FA) è un’agenzia di ricerca, con sede presso l’università di Londra Goldsmiths, che indaga sulle violazioni dei diritti umani, inclusa le politiche contro l’immigrazione clandestina decise dagli Stati, anche l’Italia. La FA lavora in collaborazione con gli attivisti, gruppi di avvocati e le Ong internazionali, per svolgere indagini con e per conto degli immigrati “colpiti da conflitti, brutalità della polizia e chiusure dei confini”. Da cinque anni, la Forensic Architecture riceve finanziamenti dalla fondazione di Soros.

CORRECTIV si definisce “la prima redazione investigativa senza scopo di lucro in Germania”. Tra i suoi finanziatori, figura anche la fondazione di Soros. EU DisinfoLab è un’organizzazione “indipendente e senza scopo di lucro focalizzata sulla lotta a sofisticate campagne di disinformazione rivolte all’Unione europea, ai suoi Stati membri, alle istituzioni e ai valori fondamentali” con sede a Bruxelles. Nella lista dei suoi finanziatori, compaiono la fondazione di Soros, il ministero degli Esteri del Regno Unito, la National Endowment for Democracy (sovvenzionata quasi completamente da agenzie governative degli Stati Uniti) e la fondazione di Bill Gates. La greca Ellinika Hoaxes si occupa principalmente di verificare notizie riguardanti l’immigrazione clandestina. Tra i membri del team, compare l’avvocato Athanasios Anagnostopoulos che collabora con l’organizzazione britannica Media Defence, la quale annovera tra i suoi finanziatori la Open Society Foundations di George Soros, la National Endowment for Democracy e il Dipartimento di Stato americano. Fondata nel 2019 con l’obiettivo di combattere la disinformazione e la manipolazione delle informazioni su internet, la catalana Verificat è finanziata dalla fondazione di Soros, dalla Commissione europea, dal Comune di Barcellona e dall’Ambasciata degli Stati Uniti a Madrid. La slovena Ostro è finanziata dalla Open Society Foundations di Soros attraverso il “programma per il giornalismo indipendente” e dalla National Endowment for Democracy. Fondato nel 2011, il lettone Baltic Center for Investigative Journalism Re:Baltica è un gruppo che si occupa di giornalismo investigativo nei Paesi baltici. Tra i finanziatori, annovera la fondazione di Soros. Nell’elenco delle organizzazioni di fact-checker dell’European fact-checking standards network non poteva mancare l’ucraina Vox Ukraine, la quale elenca tra i suoi donatori l’International Renaissance Foundations di Kiev fondata da George Soros nel 1990, la National Endowment for Democracy, l’Ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina, l’agenzia governativa tedesca per la cooperazione internazionale (Giz), e il ministero degli Esteri dei Paesi Bassi. La serba Krik di Belgrado è finanziata dalla fondazione di Soros, dal Rockefeller Brothers Fund, dalla National Endowment for Democracy, dall’Unione europea e dall’Ambasciata australiana in Serbia.

Le organizzazioni dell’European fact-checking standards network finanziate dal Dipartimento di Stato americano

L’Ambasciata degli Stati Uniti in Polonia collabora con Demagog per la realizzazione del “Fact-Checking Academy e come gestire le informazioni false“, un progetto organizzato nelle scuole per mettere in guardia studenti e insegnanti dalle fake news e per istruirli sulle fonti di informazione affidabili. La moldava Stop Fals è finanziata dalla Usaid, l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale, dall’Unione europea e dalla Open Information Partnership, a sua volta sovvenzionata dal ministero degli Esteri del Regno Unito. Tra le organizzazioni dell’European fact-checking standards network, figura pure la Digital Forensic Research Lab dell’americano Atlantic Council, il potente think tank atlantista che promuove la “leadership americana e gli accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell’affrontare le sfide del XXI secolo”. Nel 2019, l’Atlantic Council è stato finanziato da diversi governi, come quello britannico, dal Dipartimento di Stato americano, da Facebook, da Google, dagli Emirati Arabi, dalla Goldman Sachs, dalla Rockefeller Foundation, dalla Open Society Foundations di Soros e dalla Nato StratCom Center of Excellence. L’albanese Faktoje è stata fondata nel 2018 con il supporto del progetto “Justice for All” finanziato dall’agenzia governativa americana per lo sviluppo internazionale Usaid. La croata Faktograf è finanziata dalla National Endowment for Democracy, dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dall’Unione europea e dal Balkan Trust for Democracy (un progetto del German Marshall Fund, sovvenzionato dal ministero degli Esteri tedesco, da Usaid, da diversi governi europei e dalla fondazione di Soros. La britannica Full Fact è finanziata dalla National Endowment for Democracy. La georgiana Media Development Foundation (MDF) di Tbilisi è finanziata da Usaid, dall’Ambasciata americana a Tbilisi, dall’Unione europea, dall’Agenzia tedesca per la cooperazione, dal Balkan Trust for Democracy, dal ministero degli Esteri del Regno Unito e della Lettonia, dall’Open Information Partnership e dall’Open Society Georgia Foundation di Soros.

La serba Istinomer è finanziata dal ministero degli Esteri tedesco e da quello della Repubblica Ceca, dalla Open Society Foundations di George Soros e dalla Usaid. Tra gli esempi riportati dalla Nato Strategic Communications Centre of Excellence di buona informazione contro la fake news, evidenziamo la lituana Delfi Melo Detektorius, presente all’incontro dell’European fact-checking standards network.

Le mani del ministero della verità occidentale sui Paesi balcanici e sugli Stati post sovietici

Come è stato dettagliatamente documentato nell’articolo, gli Stati Uniti, l’Unione europea e George Soros hanno un evidente interesse economico e sociale nell’esportare il loro ministero della verità nei Paesi balcanici e negli Stati post sovietici. Queste Nazioni sono geopoliticamente rilevanti in ottica atlantista. Il proliferare di organizzazioni dedicate al fact-checking hanno proprio questo obiettivo: attraverso una propaganda pianificata e mirata, avvicinare le popolazioni dei Balcani e degli ex Stati sovietici all’Alleanza atlantica e, quindi, spingere i governi locali verso determinate politiche. Lo speculatore Soros è da decenni che, grazie alla sua fondazione, sta lavorando per esportare la “società aperta” in quei Paesi. Ne è la riprova la Kosovo Foundation for Open Society, fondata dallo speculatore nel 1999 a Prishtina, che finanzia l’organizzazione di fact-checker kosovara Kallxo attraverso il Balkan Investigative Reporting Network. Ovviamente, tutto avviene sotto l’egida di Usaid, l’agenzia governativa americana “esportatrice di democrazia”.

Francesca Totolo

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2 Commenti

  1. Spettacolo di articolo inchiesta verità . Ti ho messo un super like su Telegram! Questi sono peggio del kgb staliniano di berisha!

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