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Roma, 20 feb – Nel 2017 si è toccata la cifra record di 130mila domande di asilo, pari al 5% in più di quelle presentate nel 2016 e il doppio rispetto a 4 anni fa. Nigeriana, bengalese, pakistana sono le nazionalità in cima alla classifica di chi chiede la protezione in Italia. Oltre 21 mila le domande da parte di donne, che tuttavia rimangono poco più del 16% del totale.
I dati arrivano dalla fondazione Ismu in collaborazione con il Viminale. Guardando i dati si nota che sono aumentate in maniera impressionante, del 73,5%, le richieste da parte di minori non accompagnati. Ma solo 82 di queste domande di asilo sono state presentate da minori di 13 anni. Quasi tutte, infatti, sono riconducibili a giovanotti che quando hanno toccato il suolo italiano erano in procinto di compiere i 18 anni, e il 79% di loro ha ottenuto la protezione da adulto.
Se le domande salgono, quello che diminuisce è il dato dell’esame delle domande, che è calato del 10%. Parallelamente, a fronte delle tante richieste di asilo, sale il numero di quelle che vengono negate. Sono oltre la metà, il 52,4% per la precisione, e riguardano soprattutto persone nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni. Persone che tuttavia non possono essere rimandate nel loro Paese d’origine a causa della presentazione del ricorso, che intasa i tribunali italiani. Negli ultimi due anni, infatti, si sono quintuplicati i ricorsi e questo sta mandando in tilt i tribunali che devono far fronte a una mole di fascicoli da gestire mai vista.
Al contempo, però, sono aumentati dell’8% gli status di rifugiato, concessi per lo più a cittadini siriani, somali, eritrei e iracheni. A essere dimezzate sono state le misure di protezione sussidiaria, concessa ai cittadini stranieri che non possiedono i requisiti per essere riconosciuti rifugiati, ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che a casa loro sarebbero in pericolo di vita.
Anna Pedri



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