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Malmo, 31 ago – La no-go zone periferica di Rosengrad (Malmo) messa a ferro e a fuoco dagli immigrati di religione islamica, una guerriglia urbana durata ore contro le forze dell’ordine, ma per la stampa italiana mainstream – primi fra tutti Repubblica, Ansa e Corriere – si è trattato di «300 islamofobi di estrema destra» che «hanno scatenato una guerriglia in strada confrontandosi con la polizia». Persino Open ha pubblicato il debunking di quella che è a tutti gli effetti una fake news, una gigantesca mistificazione ad opera dei principali quotidiani dello Stivale – ma la stampa allineata estera non è stata da meno.

Il casus belli

Vero è che il casus belli all’origine degli scontri – che hanno portato all’arresto di quindici persone, al ferimento di diversi agenti di polizia, e hanno provocato roghi di decine di veicoli e devastazioni dell’arredo urbano – è da ascriversi ad un gesto altamente provocatorio compiuto da alcuni militanti di estrema destra, che hanno innescato il rogo di un Corano durante una manifestazione non autorizzata; ma di contro, esistono decine di video in rete che attestano la responsabilità delle violenze unicamente agli immigrati residenti a Rosengrad. Da Open alla pagina di informazione indipendente Geopolitical News PR, il web pullula di materiale video e fotografica che smentisce la narrazione di Repubblica e soci.

Una cornice di violenza inaudita

Il rogo del testo sacro dei musulmani, un rogo che di certo appare come una provocazione forte e discutibile, avviene però in una cornice di violenze che da anni ormai ha trasfigurato il volto del Paese scandinavo: roghi, distruzioni, violenze sessuali ormai statisticamente fuori controllo, omicidi, creazione di aree urbane che integrano a tutti gli effetti delle no-go zone in cui viene applicata alla lettera la legge coranica e al cui confronto le Banlieu parigine appaiono edulcorati modelli di integrazione occidentale.

Due fatti di cronaca agghiaccianti

Due in particolare sono stati gli eventi, passati sotto il colpevole silenzio della stampa internazionale, che hanno scatenato la rabbia delle organizzazioni di estrema destra svedesi: il primo riguarda la morte di una 12enne svedese, rimasta vittima di un proiettile vagante sparato da una gang a Stoccolma durante un conflitto a fuoco. La seconda vicenda è ancora più agghiacciante e ha avuto luogo nella città di Solna, dove due preadolescenti sono stati rapiti, torturati, violentati e seppelliti vivi da due spacciatori immigrati, per essersi rifiutati di acquistare da loro delle dosi di stupefacenti.

La manifestazione anti immigrazione

Una situazione ormai al collasso, che ha spinto alcuni elementi della destra più radicale, guidati dall’attivista Dan Park, a riunirsi a Malmo il 28 agosto scorso per protestare contro l’immigrazione incontrollata e il fallimento del tanto decantato «modello svedese» di integrazione. Proprio durante la suddetta manifestazione – che non era stata autorizzata dalle forze dell’ordine – è avvenuto il rogo del Corano. Tra i presenti anche militanti arrivati dalla Danimarca, membri del gruppo Stram Kurs fondato dall’avvocato Rasmus Paludan. Proprio a quest’ultimo era stato interdetto l’ingresso in Svezia in mattinata.

Gli immigrati devastano Malmo

Il filmato del rogo è stato diffuso online ed è diventato virale in pochissimo tempo, scatenando l’ira dei residenti di religione musulmana di Rosengard che si sono riversati in strada devastando il quartiere e ingaggiando feroci scontri con la polizia locale. Essendo gli attivisti nazionalisti già rientrati, agli stranieri non è rimasto altro che sfogarsi su veicoli e arredi urbani e ingaggiare furibondi scontri con la polizia locale. Secondo quanto riportato da TheLocal Samir Muric, un imam di Malmo, ha condannato le violenze sulla sua pagina Facebook. «Chi agisce in questo modo non ha nulla a che fare con l’Islam», ha scritto. Le loro grida «la ilaha ill Allah e «Allahu Akbar» sono solo esplosioni di rabbia insensata».

Il rogo del Corano e le successive proteste degli immigrati che bruciano copertoni 

Proseguono gli scontri tra polizia e immigrati durante la serata del 28

Centinaia di immigrati si scontrano la polizia 

In questo video si nota chiaramente l’assenza di attivisti di estrema destra svedesi: lo scontro è tra immigrati, impegnati a cantare in massa “Allah Akbar” e le forze dell’ordine che faticano a contenerli.

Cristina Gauri

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