Roma, 16 giu – Mario, trovato morto mummificato dopo mesi. È la straziante storia pubblicata anche su Repubblica, forse la vicenda più triste e demoralizzante degli ultimi mesi.

Mario, mummificato e dimenticato da tutti

La cosa terribile di questa vicenda non è tanto che Mario sia morto, peraltro giovanissimo e a soli 48 anni. La cosa agghiacciante è che Mario sia stato trovato mummificato. L’angoscia terribile è che sia perito completamente solo, al punto che nessuno si era accorto del suo decesso, avvenuto prima di Pasqua, quindi ad aprile, a Torino. Mario aveva una sorella, che gli pagava le spese, ma con cui non aveva alcun rapporto. Nessuno, in mesi di silenzio, gli aveva telefonato. Mario non aveva un lavoro, non aveva passioni. Per molti, la colpa sarà di Mario, se le cose sono andate così. Anche se si tratta della scusa tipica che individui di ogni provenienza etica e culturale proferiscono, è indubbiamente possibile che sia andata così. C’è però un punto che i farisei d’oggi – di ogni fede e cultura – tralasciano sempre: sarebbe possibile anche smetterla di individuare un caso del genere come l’unica origine responsabile della sua orribile fine. Anche se le colpe fossero di Mario, una comunità sana dovrebbe in ogni caso, senza pensarci due volte, riflettere su quali siano i propri limiti. Perché di limiti ce ne sono. E in molti, troppi in questo mondo, ai propri limiti non pensano proprio. Con l’arroganza anche di ritenersi fuori da ogni critica. Chissà se qualcuno riflette sul fatto che nemmeno i vicini abbiano avuto alcun riguardo per il “silenzio” mortifero dell’uomo. E che se ne siano accorti per un solo motivo: con il caldo, il cadavere aveva iniziato a puzzare. Onestamente, ne dubito. Perché di comunità sana, noi, abbiamo ben poco.

Siamo una società di atomi. Ed automi

A chi scrive la retorica non piace per nulla. Ma la verità è che è necessaria, quando serve. Soprattutto quando è così aderente alla tristissima realtà che viviamo. L’inquietante mondo in cui ci troviamo. Pieno di individualisti che criticano l’indvidualismo. Pieno di sedicenti solidali che avallano i meccanismi di un sistema socio-economico, quello globale ed iperliberista, che non fa altro che distruggere la solidarietà e portare la gente alla miseria. Viviamo in un mondo in cui la gente abbocca ai proclami delle Ong, degli aiuti su scala globale promossi da sedicenti “filantropi”. Viviamo in un pianeta in cui perfino se si segue una strada teorica di amore del prossimo, lo si attacca se questo chiede aiuto e quindi in fin dei conti non lo si ama così tanto, il prossimo. Sotto ogni punto di vista: fisico, ma anche spirituale. E, nella fattispecie, abitiamo in un mondo in cui gli individui vivono sempre più da soli. Inevitabile riflesso di cinquant’anni di propaganda folle contro la famiglia, contro i figli, contro qualsiasi nucleo. Beninteso che la questione è più complessa di quanto non sia la terribile storia del povero Mario mummificato. Ma la tragedia di un uomo che muore dimenticato da tutti, inevitabilmente, porta ad ampliare la mente e a riflettere su tante, troppe storture del nostro modo di “non stare insieme”.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Quello che si dovrebbe vergognare più di tutti è il Comune con l’ammasso di nullafacenti al suo interno, poi la Regione ed infine lo Stato italiano!!

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