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Roma, 3 ago – Provare imbarazzo, chiedere quantomeno venia oppure semplicemente evitare di ricascarci, è quello che ci si aspetterebbe dal Pd dopo l’incredibile caso dell’atleta di origine nigeriana Daisy Osakue. Renzi era subito intervenuto sulla vicenda parlando di “emergenza razzismo”. Le invettive degli esponenti di sinistra contro il governo non si contavano più, fino a quando, ieri, è emerso che a lanciare le uova alla Osakue, iscritta ai Giovani democratici (organizzazione giovanile del Pd) è stato il figlio di un consigliere comunale del Pd.
Sul web a quel punto si è scatenata la bufera, per lo più ironica. Era inevitabile d’altronde, se punti il dito contro un colpevole immaginario e poi si scopre che l’autore del gesto in questione ce l’hai in casa, sei costretto a fare ammenda. O almeno dovresti. Invece no, tutt’altro. Il Pd insiste, quasi ignorando la figuraccia rimediata (l’ennesima). “Far finta di non vedere quello che sta accadendo sarebbe un grande errore. L’utilizzo di un certo linguaggio da parte degli esponenti politici incide”, ha infatti dichiarato, parlando appunto di razzismo a Radio Anch’io, il segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina. 
Non c’è peggior sordo insomma. Prova ne è che sui social, e in particolare su Twitter, sta impazzando l’hashtag #Pdchiediscusa, finito terzo tra le tendenze in Italia. Insomma, c’è un popolo che sta letteralmente spernacchiando il Pd. E il Pd continua a prestare il fianco. Chapeau.
Alessandro Della Guglia

2 Commenti

  1. Patetico il pd,fatto di personaggi inadeguati e fuori dal tempo…….nessuno gli tocchi la loro amata negritudine…… gli italiani possono crepare tranquillamente, ovviamente.

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