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Roma, 3 ago – No, la storia di Daisy non può finire nel dimenticatoio. E non possono bastare il silenzio imbarazzato del Pd né il post di Mentana dove dice “ah non c’è razzismo? Meglio così”. Perché dobbiamo accettare che il principale gruppo editoriale italiano (quello di DeBenedetti), l’ex premier Renzi, tutti i pezzi grossi del Pd, il più famoso giornalista d’Italia e tutta una serie infinita di media, opinionisti, blogger etc abbiano inventato di sana pianta per una settimana “l’allarme razzismo” in Italia basandosi su una bufala? Da subito la dinamica faceva escludere il razzismo (Daisy era in compagnia di amiche non di colore), immediatamente la polizia ha escluso la “motivazione razziale”, da giorni altri italiani “bianchi” erano stati colpiti nello stesso punto da uova (tra cui la povera Brunella che nessuno si è filato). 
Ma questo non ha impedito a un ex premier di parlare di “selvaggia aggressione di schifosi razzisti” o a Mentana di classificare l’episodio tra “gli allarmanti casi di intolleranza nei confronti dei neri” in Italia. E l’uovo in faccia per giorni è stata la prima notizia, mentre nello stesso periodo lo stupro di una diciassettenne da parte di un marocchino, la violenza di un nigeriano su una dodicenne, o il naso rotto di una sessantenne ad opera di uno spacciatore tunisino sono passati così, sottotraccia, che magari se ci scrivi sopra due righe stai anche strumentalizzando. A Moncalieri la realtà ha superato la fantasia e tutto è diventato tremendamente grottesco. La povera atleta nera che grida al razzismo ma che si è scopre essere un’attivista politica del Pd, il padre mediatore culturale, che minaccia di andar via dal nostro paese a causa del razzismo degli italiani ma che poi si rivela un mafioso condannato per sfruttamento della prostituzione, tentato omicidio e spaccio, gli aggressori “razzisti” che in realtà erano adolescenti annoiati tra cui il figlio di un consigliere del Pd. 
E’ tutto così perfetto nella storia di Daisy. Perfetto sbugiardare quelli che fanno le campagne contro le “fake news”, quelli che gettano fango su una Francesca Totolo solo perché ha messo in evidenza che lo smalto sulle unghie di una naufraga sia un fatto quantomeno insolito, i media mainstream o anche quelli di “debunking” e “fact checking” come Butac, che non spendono una parola quando le bufale, quelle vere, le spacciano i “buoni”. Sono quelli che ci hanno spinto la bufala degli attacchi chimici di Assad e che fino a 3-4 mesi fa ci raccontavano che in Italia c’era il rischio di un imminente ritorno del fascismo senza uno straccio di gancio con la realtà. Sono quelli che inventano le notizie ma che hanno ancora, purtroppo, la forza per decidere quali notizie, vere o finte non importa, devono finire in prima pagina. L’informazione è una guerra, non è un terreno neutro. Non dimentichiamolo. Così come non dobbiamo dimenticarci della bufala di Daisy.
Davide Di Stefano

10 Commenti

  1. Complimenti per l’ottimo articolo Davide.
    Inopinabile!
    Nota: per caso sei Fratello di Simone Di Stefano?

  2. ….”conoscerete la verità e la verità vi farà liberi..” Frase di un filosofo chiamato Gesù…

  3. Ma chi sono mentana,il pd,i mediatori culturali e le attiviste negroidi piddine…..??? Sono la sottile linea vergognosa ed indegna della nostra società,sono coloro che tradendo il lavoro,il sangue e il sudore dei nostri avi stanno creando la latrina e la cloaca Italia, sono quelli che con stipendi faraonici hanno le spalle coperte ed amicizie altolocate……..sono quelli che disprezzano gli italiani, i loro usi e le loro origini……..auguroni.

  4. Prima di scrivere qualsiasi cosa che non risponde a realtà, contare fino a 100 per aver tempo di pensarci bene !. Tutti i nodi vengono al pettine e tutte le realtà prima o poi vengono a galla !

  5. Gli scritti e le parole sui giornali sono vere armi che possono fare un male enorme con gravissimi rischi per il prossimo !.

  6. Prima di scrivere qualsiasi cosa che non risponde a realtà, contare sempre fino a 100 , per aver tempo di pensarci bene e farsi un vero esame di coscienza per pubblicare solo cose vere !. Tutti i nodi vengono al pettine e tutte le realtà prima o poi vengono a galla !

  7. Vero.
    Ma è proprio la disposizione d’animo che lascia basiti…
    Mi permetto di copiare il commento di un ragazzo, che seconod me spiega bene cosa succede…
    Cito:
    Quello che è stato fatto, da parte degli esponenti dei partiti pro importazioni, è stato strumentalizzare un atto di vandalismo/imbecillità/goliardìa/violenza gratuita e trasformarlo in un episodio di razzismo.
    Di questo si parla: della strumentazione mediatica, ad uso politico, di ogni episodio che si possa lontanamente associare ad individui di pelle nera, strillando al razzista.
    Ti faccio un esempio.
    Giusto un mese fa, a Sassari, una nigeriana è stata brutalmente picchiata da un italiano, per non ever rispettato la fila al bancomat.
    Del fattaccio, ne danno prontamente notizia sul Sardinia Post http://www.sardiniapost.it/… ti incollo il pezzo,perché è abbastanza corto
    “È stata accusata di non aver rispettato la fila per il bancomat e picchiata brutalmente. Vittima una giovane nigeriana, aggredita a Sassari da un ragazzo che le ha prima strappato di mano il bancomat e l’ha spezzato in due, poi le ha preso il cellulare e l’ha scagliato per terra, rompendolo. “Ci sono prima io, tornatene nel tuo Paese”, avrebbe urlato l’aggressore. La ragazza, pur intimidita, ha provato a far valere le proprie ragioni, ma a quel punto è stata malmenata: lui l’ha tirata per i capelli e l’ha fatta cadere sul marciapiede, poi è scappato.
    L’aggressione è avvenuta ieri davanti allo sportello bancomat dell’ufficio postale di via Bogino, nel quartiere Monte Rosello. Tutto alla luce del sole, di fronte a numerose persone. Tra i tanti impauriti, che solo dopo la fuga dell’aggressore hanno trovato il coraggio di agire e chiamare le forze dell’ordine, qualcuno avrebbe però gridato “Non se ne può più di questi”, riferito alla nigeriana. Arrivati sul posto, gli agenti della squadra mobile della Questura di Sassari hanno allertato il 118. Trasportata al pronto soccorso, la giovane straniera è stata curata. È molto provata ma sta bene.”
    Che gran bastardo!
    Fortuna che la ragazza, come riportato da un altro articolo, stessa testata, sta bene ed è stata assistita anche da un’associazione umanitaria, come puoi leggere qui http://www.sardiniapost.it/… e di cui ti riporto solo la prima parte, per approfondire leggi tutto l’articolo, prima di continuare qui
    “È sconvolta dalla brutale aggressione ma sta bene la ragazza nigeriana che ieri è stata picchiata e insultata in via Bogino a Sassari. La giovane, in città da qualche anno con regolare permesso di soggiorno, è stata vittima di un attacco razzista da parte di un uomo che dopo averla spinta a terra l’ha colpita con calci e pugni e le ha infine distrutto telefono e bancomat mentre la insultava; è stata soccorsa da un’ambulanza e mentre era al Pronto soccorso dell’ospedale ha avuto il supporto delle volontarie di Diritti al cuore, rete di associazioni che si occupano, tra le altre cose, di vittime di violenza e migranti. “Contusioni ed ematomi sono il problema minore, Maria è in evidente stato di shock e trema come una foglia” ha commentato ieri sera una delle volontarie.”
    Meno male che adesso sta bene, la malcapitata vittima dell’episodio razzista.
    Dopo il fatto, ovviamente, sono cominciate le indagini, come riportato da l’Unionesarda.it
    http://disq.us/url?url=http%3A%2F%2Fwww.unionesarda.it%2Farticolo%2Fcronaca%2F2018%2F07%2F04%2Fsassari-rissa-al-bancomat-le-telecamere-smentiscono-l-aggressione-68-746146.html%3AsKwgf8AKe05JGZA42umW2iQB2nE&cuid=4564258
    e, ohibò, cosa viene fuori dai filmati della telecamera del bancomat?
    Riporto l’articolo:
    “Comincia ad arrivare un po’ di chiarezza su quanto accaduto a Sassari due giorni fa, quando, davanti a un bancomat nel quartiere di Monte Rosello, una giovane nigeriana ha raccontato di essere stata aggredita da un ragazzo del posto.
    Gli agenti della questura stanno visionando le immagini, che smentiscono la “brutale aggressione” riferita, così come la circostanza per cui sarebbe stata “massacrata di botte, presa per i capelli e buttata a terra”.
    Le telecamere delle poste la riprendono infatti mentre temporeggia davanti allo sportello automatico, e il ragazzo le chiede di fare in fretta. A quel punto lei reagisce aggredendolo con calci e morsi.
    Infine alcuni testimoni avvisano la polizia e arriva anche un’ambulanza, che la porta al pronto soccorso dove i medici le assegnano cinque giorni per choc.
    Si chiude quindi quello che era stato definito un “giallo” basato su un pestaggio a sfondo razzista che, come dimostrato dalle immagini, non si è verificato.”
    “non si è verificato”? certo che si è verificato, ma a parti invertite.
    Però dei maltrattamenti subiti dal ragazzo sardo, non gliene frega un cazzo a nessuno.
    Di questo si parlava: della strumentalizzazione ad uso e consumo di una fazione politica.

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