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mattarella analfabetismoRoma, 14 apr – Cosa c’è di sbagliato nelle frasi del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla condanna dei muri all’interno dell’Europa? “Non basteranno – ha detto l’inquilino del Quirinale – i muri e le barriere a proteggerci, se l’Europa non farà passi avanti come progetto comune. Abbiamo lavorato settant’anni per abbattere i muri che dividevano l’Europa: non lasciamo che rinascano, creando diffidenze e tensioni laddove, al contrario, servono coesione e fiducia. Le barriere che dividono l’Europa sono una zavorra che ne appesantisce il cammino”. Ecco: cos’è che “gira male”, in queste parole? Il riferimento di Mattarella è al muro di Berlino rispetto al quale, si lascia intendere, i muri del Brennero o di Ungheria o di Idomeni sarebbero una tragica riedizione.



Ora, a parte il fatto che anche sul muro di Berlino e su chi ha “lavorato settant’anni per abbatterlo” ci sarebbe da ridire; a parte il fatto che quel muro era frutto di un sistema di potere geopolitico di cui anche Mattarella era espressione locale; a parte il fatto che la Germania non l’avevano divisa i nazionalisti cattivi e xenofobi ma i campioni di libertà che avevano vinto la Seconda guerra mondiale; a parte questo, dicevamo, sembra sfuggire ai più che i muri di un tempo dividevano fra loro degli Europei (nel caso tedesco addirittura Europei della medesima nazionalità). I muri che vengono tirati su oggi vogliono in vece essere un tentativo di protezione dall’invasione dell’Europa stessa.

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Tentativo probabilmente destinato a fallire, ma lo abbiamo detto mille volte: il miglior modo per non avere muri è avere dei confini (parliamo di quelli esterni all’Ue) che siano veri, che funzionino, che siano presidiati. Abbattiamo i confini e si alzeranno i muri. La libera circolazione europea era una conquista sacrosanta. Conquista rovinata da chi ha imposto una libera circolazione mondiale. Con l’Unione europea così come è concepita, ogni Stato deve necessariamente pensare ai fatti propri, con un ritorno a un egoismo nazionale forse persino superiore a quello vigente prima che ci fosse l’Ue. Davvero un bel risultato.

PS: quando Mattarella aveva parlato dell’abbattimento delle frontiere e Salvini aveva protestato, tutti avevano fatto passare il leader leghista per deficiente, sostenendo che il presidente parlasse in realtà di vino, non di uomini (si trattava di dichiarazioni rilasciate al Vinitaly). Ora Mattarella ha ribadito esattamente gli stessi concetti, ma stavolta il vino non sembra entrarci nulla. Quindi chi era, il deficiente?

Adriano Scianca

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