“Siamo una comunità globale unica, nell’accogliere i rifugiati che tentano di salvarsi da una guerra, o gli immigrati in cerca di opportunità; nell’unirci per combattere un’epidemia o il cambiamento climatico”, ha delirato. Zuckerberg ha poi polemizzato contro “l’attuale tendenza di molte nazioni a ripiegarsi su se stesse” e ha accusato “le voci della paura che invitano a costruire muri e a prendere le distanze dalle persone descritte come diverse da noi”. E ancora, in un crescendo di banalità: “Ci vuole coraggio oggi per scegliere la speranza al posto della paura. Se lo fate, qualcuno vi definirà ingenui ma ogni passo avanti nel progresso è stato consentito da questa speranza e da questo ottimismo”. Almeno Joh Lennon sapeva mettere le stesse boiate su accordi orecchiabili.
Si tratta, in definitiva, del solito modello libertario-capitalista che va di moda nella Silicon Valley. Un sogno di uguaglianza portato avanti dai principali esponenti del più rapace capitalismo di sempre. Miliardari che ci fanno la morale. Il tutto all’insegna della dottrina politica più elementare e stupida della storia del pensiero umano, ma del resto, da quelle parti, i soldi danno presto alla testa.
Giorgio Nigra