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Roma, 14 ott — Mauro Corona perde il pelo ma non il «vizio» di parlare senza peli sulla lingua, con quella schiettezza brutale, tutta alpina, che lo ha reso famoso nei suoi libri e in televisione. La stessa brutalità montanara che un anno fa gli era costata l’allontanamento dalla trasmissione CartaBianca, di cui era ospite fisso, per aver dato della «gallina» alla Berlinguer. Reintegrato di recente, l’alpinista di Erto — con buona pace delle sentinelle politicamente corrette — alcune settimane fa ha subito ricominciato a menar fendenti di roncola su green pass e vaccinazioni. E le volte successive non si è fermato…



Mauro Corona e il coniglietto gay

L’altro ieri sera Mauro Corona ha infatti di nuovo fatto parlare di sé. Durante la puntata di CartaBianca andata in onda martedì 12 ottobre, Bianca Berlinguer lo ha stuzzicato chiedendogli un punto di vista sulla copertina di Playboy con il primo coniglietto uomo e gay. Lo scrittore non si fa cogliere impreparato. «Può essere un segno importante, sicuramente avevano bisogno di vendere qualche copia in più e quindi hanno detto: “Scardiniamo l’usanza, la logica eterna di questo giornale”. E hanno messo un uomo. Poi aggiungere gay o no, mah è qui forse l’offesa», ha rincarato. Poi con totale nonchalance aggiunge: «Perché non hanno messo uno normale, hanno detto che era gay, quindi una donna. Pur di vendere, cosa non si fa per creare attenzione, curiosità, alla fine economia. Se mettessero me non venderebbero copie in più!».

Bonini si inalbera

Quel «normale» contrapposto al gay ha fatto venire i diverticoli a Senio Bonini, conduttore di Agorà Extra che non ha mai fatto mistero della propria omosessualità: «Mauro Corona a Cartabianca sul coniglietto di Playboy: ‘Non è che hanno messo uno NORMALE…’. Ecco. Quest’omofobia strisciante e inconsapevole è l’unica anormalità, vergognoso», ha tuonato su Twitter. Per poi rincarare: «credo che quel “normale” sia davvero un riflesso pavloviano del linguaggio, naturalezza allo stato brado. E questo sconcerta ancor di più…». Bonini, il piglio saccente e complesso di superiorità strabordante, letteralmente schifato dallo «stato brado» di un uomo che è nato e cresciuto in alta montagna e non è certo uso a declinare il proprio linguaggio secondo i paradigmi politicamente corretti… Tra i due, la figura del «fobico» la fa sicuramente lui.

Cristina Gauri



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