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Roma, 14 ott – “No al green pass”: tir e portuali sono pronti a bloccare tutto, al governo restano appena 24 ore per evitare la paralisi del Paese. Domani scatterà l’obbligo di green pass per tutti i lavoratori e il trasporto merci rischia di andare in tilt. Annunciati anche scioperi e proteste in tutto il Paese. Sale la tensione per l’obbligo vaccinale indiretto – ossia il green pass – imposto dal governo per spingere più persone possibile a farsi il vaccino. Anche perché l’esecutivo non ha voluto garantire tamponi gratis, costringendo i lavoratori non vaccinati a pagarseli di tasca loro. Massima allerta per il Viminale.



Tir e portuali contro il green pass: domani l’Italia rischia la paralisi

Se l’esecutivo Draghi conferma che si va avanti con l’obbligo di green pass minimizzando sui rischi di paralisi, bisognerà aspettare domani per capire quale sarà il reale impatto della protesta. Nel mirino ci sono i lavoratori portuali e gli autisti di tir, con cui viaggia il 90% delle merci che circolano in Italia. A guidare la protesta dei portuali è Trieste, dove su 950 lavoratori il 40% non ha il certificato verde. Il governo ha tentato la mediazione con i tamponi gratis per i portuali ma la proposta è stata respinta.

Puzzer, leader dei portuali di Trieste: “Blocchiamo tutto fino a che non tolgono il green pass”

Blocchiamo tutto, il governo deve rendersi conto. Stanno perdendo il contatto con la realtà”, dice Stefano Puzzer, leader dei portuali triestini a Non è l’arena, su La7, ribadendo il no al green pass. “Abbiamo parlato con i colleghi degli altri porti, si vedrà venerdì. Noi abbiamo chiesto un appuntamento al prefetto, speriamo che il governo cancelli il decreto. Io sono vaccinato, ma non posso accettare di lavorare tranquillamente mentre miei fratelli, che hanno condiviso questi due anni con me, debbano stare a casa”, avverte Puzzer. “Il porto di Trieste lavora al 90% con l’export: vogliamo vedere cosa dicono gli armatori europei quando vedono che le loro merci vengono bloccate per un decreto adottato solo in Italia”. E se non ci sarà nessuna modifica alle norme? “Andremo avanti fino a quando non verrà tolto il green pass. Non lo stiamo facendo solo per i portuali, lo facciamo per tutti gli italiani”.

Rischio blocchi anche al porto di Genova

Sono previsti blocchi anche al porto di Genova, dove è attorno al 20% la percentuale di chi non ha il pass. Possibili proteste dei portuali anche in altre città. Inoltre è in corso la protesta dei tir al terminal più importante e le Rsu sono in lotta per il contratto integrativo e hanno rigettato la proposta economica dell’azienda, confermando lo sciopero. “Il problema vero sono i trasporti – dice il leader della Uil Liguria Roberto Gulli – il 30% degli autisti è senza vaccino, si rischia il caos”. Nel capoluogo ligure, però, un punto d’incontro sui tamponi l’hanno trovato, spiega il capo dei camalli, Antonio Benvenuti: i portuali potranno farli ad un prezzo ulteriormente ridotto grazie ad un accordo con due farmacie.

Il problema principale sono i trasporti

E i trasporti sono il problema più grosso, a livello nazionale. Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè non fa sconti. “Se gli autotrasportatori esteri potranno venire in Italia senza il pass e questo verrà invece imposto alle imprese italiane, stiamo valutando di invitare le imprese a fermare i camion. Dal ministero non abbiamo risposte e se questo atteggiamento proseguirà può succedere di tutto”. Uggè inchioda il governo alle proprie responsabilità. “Quando avevamo oltre 900 morti al giorno e un tasso di positività del 4,6% trovammo una soluzione per non bloccare i trasporti – fa presente -. Se ha funzionato allora, perché oggi i trasportatori dovrebbero essere portatori del virus ed essere obbligati ad usare il green pass?”. Il presidente di Conftrasporto chiede una proroga. “Il 30% dei conducenti di mezzi pesanti viene da Paesi europei dove non c’è il green pass. Non si può fissare una data, magari il 31 dicembre, entro cui il vaccino va fatto obbligatoriamente?“.

Scioperi contro la certificazione verde anche nelle aziende

L’obbligo del green pass creerà problemi anche nelle aziende. All’Elettrolux, per esempio, dove il 23% dei 1.430 dipendenti non ha il pass è già stato annunciato uno sciopero di 8 ore. Stessi rischi anche per le aziende del trasporto pubblico locale. A Roma, il sindacato Orsa avverte: per creare problemi a metro e treni locali basta che il 5-10% del personale sia assente. E in Atac la percentuale dei non vaccinati è tra il 10 e il 20%. Stessa situazione a Milano, con 250 assenze in Atm già annunciate per domani. Il rischio è che ci si ritrovi con il servizio ridotto o con interruzioni, proprio come quando è sciopero.

Manifestazioni in tutta Italia, giro di vite del Viminale

Ai problemi logistici e alle proteste dei lavoratori si aggiungono quelli di sicurezza: per domani sono indette numerose manifestazioni no green pass in tutto il Paese. Iniziative “dall’alba in poi, pacifiche, spontanee e apartitiche”, chiariscono gli organizzatori. Il Viminale dunque, dopo la riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, si prepara a un giro di vite sui controlli. Si è decisa anche un’intensificazione delle attività di prevenzione, rafforzando sia il controllo del territorio sia della rete e dei social. Disposto inoltre un innalzamento delle misure di vigilanza agli obiettivi sensibili, a partire dalle sedi istituzionali.

Adolfo Spezzaferro



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3 Commenti

  1. Ma come ve lo devo spiegare!

    Andate dal medico e fatevi certificare lo stato di depressione dovuto al ricatto e statevene tranquilli a casa pagati anziché scioperare!

    E nel segreto della cabina elettorale visto che ci sono i ballottaggi mandate a cagare chi vi ha messo agli arresti domiciliari e ora vi vuole pure affamare.

    Suggerimenti di voto di #Conte #Calenda e kompagni?

    Smettete di farvi prendere per il culo da chi difende il proprio interesse, loro mangiano, voi senza #GreenPass se non siete furbi e mi ascoltate vi sognate di mangiare!

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