Roma, 14 ott – Contro questo green pass si amplia di giorno in giorno la platea di lavoratori e associazioni che li rappresentano. Il governo, molto probabilmente, non aveva calcolato una contestazione di questa portata. Prova ne è che a protestare è pure il Sindacato Aeronautica Militare (Siam), che ha indetto il primo “sit-in” della storia aeronautica ai cancelli d’ingresso della base di Sigonella.

Green pass, il sit-in indetto dal sindacato Aeronautica Militare

Certo, non parliamo di decine di migliaia di manifestanti e di per sé questo presidio non avrà la stesso impatto dei blocchi annunciati dai portuali di Trieste. Eppure l’aspetto prettamente simbolico non è trascurabile.
Venerdì 15 ottobre “dalle ore 7:00 alle ore 7:25 – per la prima volta nella storia – il SIAM scende in strada con i suoi iscritti con un presidio pacifico per invocare la libertà di entrare liberamente nel luogo di lavoro senza dover mettere mano al portafoglio e di poter usufruire di tamponi gratuiti che dovrebbero essere garantiti, semmai, dallo Stato, così come garantisce il vaccino a chi lo desidera”. A renderlo noto è il Segretario della Sezione di Sigonella e dirigente Nazionale, Alfio Messina.

“Provvedimento vessatorio”

“E’ bene ricordare che non vi è nessun obbligo di legge al momento che imponga il vaccino ai militari e, pertanto, i tamponi devono essere gratuiti nell’interesse stesso dell’amministrazione che deve garantire servizi essenziali per lo Stato e livelli di operatività imprescindibili”, scrive in una nota il Segretario Generale del Siam, Paolo Melis.

E ancora: “A conti fatti il numero dei destinatari di questo provvedimento riguarda un numero ridotto di cittadini, circa un 15% delle persone non vaccinate. Trasformandosi, quindi, in un provvedimento vessatorio per pochi lavoratori, più che in una misura di contenimento della pandemia o anche solo di reale incremento della platea di popolazione vaccinata”, tuona Melis. “Siamo convinti – conclude il Siam – che finché il Governo o il Parlamento non interverranno con un’apposita norma che preveda l’ obbligo al vaccino, non possano esserci provvedimenti restrittivi al diritto al lavoro, come risulta essere il green pass”.

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