Roma, 26 ott – Il premier Giorgia Meloni risponde a Debora Serracchiani del Pd. E l’argomento è sempre lo stesso: l’isteria a sinistra sul fatto che la prima donna presidente del Consiglio sia proprio della “maschilista” destra italiana.

Meloni, la sberla alla Serracchiani

Nella sua replica precedente al voto di fiducia alla Camera, la Meloni tira una sveglia ben diretta alla Serracchiani: “Ho sentito dire che io vorrei le donne un passo indietro agli uomini. Mi guardi, onorevole Serracchiani. Le sembro un passo dietro agli uomini?”. Applausi scroscianti della maggioranza, deputati Pd ammutoliti. A prescindere da ciò che farà o non farà questo governo, la batosta, dal punto di vista culturale e pratico, è gigantesca. Qui l’intervento integrale del presidente del Consiglio.

 

Parole versus realtà

In tanti decenni di parole vuote, di donne al comando nell’area di sinistra e del Pd non se n’è vista mezza. La Meloni ha indubbiamente inferto un colpo durissimo all’orgoglio ideologico progressista. E questo è desumibile – per non dire certificato – da una marea di indizi, atteggiamenti, frasi scomposte. Non soltanto della involontaria comicità personificata da Laura Boldrini, ma anche di chi tenta disperatamente di fare osservazioni con un minimo di senso, senza ovviamente riuscirci. Anche dallo sguardo visibilmente contrito di un Enrico Letta che non sa davvero che pesci prendere di fronte all’oggettività del “conto” presentato dalla Meloni al femminismo di sinistra.

Alberto Celletti

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