Roma, 20 lug – La recessione e il Pil in calo non sono più spettri per l’Italia da un bel po’. “Solide realtà” come direbbe una pubblicità, ma con accezione, in questo caso, tutt’altro che positiva.

La recessione e il Pil in calo: la stima di luglio

Come riporta l’Ansa, la recessione avanza, e le stime del Pil di luglio ne sono l’ennesima dimostrazione. Ormai troppi fattori concorrono a stabilizzare la crisi economica. Dalla guerra, ai costi di energia e materie prime, all’inflazione senza crescita economica. Secondo l’ufficio studi di Confcommercio, ci troviamo di fronte a “una progressiva riduzione del Pil in termini congiunturali”. Al tempo presente, si stima “a luglio un calo dello 0,6% su giugno e una crescita nulla nel confronto annuo”. Il documento di Confcommercio denuncia anche l’incertezza generale dell’economia, un elemento che “non agevola le propensioni al consumo e all’investimento la crisi politica che stiamo vivendo nel momento in cui redigiamo questa nota”.

Saldi, effetti lievi o nulli

I saldi di giugno, normalmente, fanno crescere i consumi in modo consistente. Quest’anno non è stato così. La crescita degli acquisti, infatti, si è fermata a un +0.7% su base annua. Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli dichiara: “I consumi rallentano, l’inflazione cresce, il conflitto in Ucraina continua e preoccupa la prospettiva delle restrizioni monetarie. In questo contesto, la crisi politica rischia di ripercuotersi pesantemente su quella economica. Serve, invece, la guida di Draghi e un’azione di governo sempre più efficace per gestire al meglio le risorse del PNRR, la legge di bilancio e le riforme strutturali che il Paese attende”. Ironico l’ennesimo appello a Mario Draghi, il falso presidente dimissionario, che sui temi economici non ha dimostrato di saper fare granché. Anzi.

Alberto Celletti

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