Roma, 4 set – “Ah no, se andiamo al governo col Pd non vengo. Che dici, vengo? Magari se c’è Fassina all’Economia… No, non vengo. Mi dimetto, torno a fare il giornalista. Anzi, siamo una splendida comunità. Parlo con Di Maio e ci vediamo là”. Fin troppo scontato parafrasare il monologo di Ecce Bombo per rappresentare la vergognosa giravolta che Gianluigi Paragone si appresta a compiere. Giravolta che, va specificato, ancora non è avvenuta. Ma l’aria che tira è quella. L’ex conduttore de La Gabbia, da sempre esponente dell’ala antisistema del Movimento 5 Stelle, in queste settimane ha più volte espresso la propria (scontata) contrarietà all’accordo di governo con il Pd, dichiarando in più occasioni di essere pronto a rassegnare le dimissioni da senatore e tornare a fare il giornalista.

Un post “democristiano”

Dopo il voto a favore del Conte bis espresso sulla piattaforma Rousseau però, sembra essere stato folgorato sulla via della democrazia digitale. “Oggi una splendida comunità ha indicato una direzione politica chiara”, ha scritto sulla sua pagina Facebook Paragone ieri sera. “Ho giocato la mia partita senza risparmiarmi, convinto di tesi anti-sistema e consolidate nel MoVimento. Nel rispetto di questa comunità – che resta la mia comunità e che mi ha mandato in parlamento – deciderò di conseguenza”.


Toni tutt’altro che battaglieri, che sembrano chiaramente indirizzati verso la via del compromesso. “La mia forte criticità resta intatta ma tutte le volte che ho perso non ho mai portato via il pallone impedendo agli altri di giocare”. Una metafora che pare dire in modo piuttosto chiaro “niente dimissioni”. Paragone conclude annunciando l’incontro col capo politico. “Ne parlerò con Luigi e col mio capogruppo in Senato. Intanto grazie a tutti gli attivisti per la partecipazione incredibile e un abbraccio forte allo staff di Rousseau per averci concesso di scrivere questa pagina di partecipazione. Come voleva Gianroberto Casaleggio”.

Quelli del Pd non sono più i “traditori del popolo”?

Insomma, l’attenzione è tutta spostata su questa grande prova di democrazia e di unità della comunità. La riflessione sull’opportunità politica di un’alleanza di governo con il partito delle élite, pro Ue, amico delle banche, dei “traditori del popolo” etc può attendere, o può tranquillamente essere infilata in un cassetto. Il problema però è che al tempo di internet e dei social i cassetti sono perennemente aperti: basta scorrere un po’ la pagina del senatore per restare attoniti all’idea di una possibile giravolta pro Conte bis. Scritti in cui quelli del Pd sono dei “traditori assoluti”, video in cui ribadisce il proprio fermo no all’alleanza coi dem o dove ironizza sui pentastellati pronti a “mettersi in fila per tre e rispondere sempre sì al fianco del Pd”, e poi ancora articoli contro la Boschi, rifiuto totale del partito dell’establishment additato come “il male peggiore per l’Italia”.

Paragone ha un piano segreto?

Si potrebbe andare avanti per ore, così come per ore si potrebbero leggere le dichiarazioni stampa in cui, fino all’altro ieri, Paragone ha ribadito la propria indisponibilità a sostenere l’esecutivo giallofucsia. Insomma la giravolta sarebbe di quelle vergognose. Andrà davvero così? Oppure il giornalista “sovranista” ha un piano segreto di cui non siamo a conoscenza, concordato con Dibba e Di Maio, per tirare il bidone ai dem? Difficile immaginarlo. Al momento le parole di Paragone indicano un solo possibile scenario: quello del salvataggio della poltrona ad ogni costo. Speriamo di sbagliarci.

Davide Di Stefano

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3 Commenti

  1. Fa bene a non dimettersi se intende votare contro il neo-governo.
    Si iscrive al gruppo misto, prende l’indennità parlamentare e dà addosso ai suoi ex amici di partito.
    E’ semplice, se ho capito bene le sue intenzioni.

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