Campobasso, 21 giu – Cercansi disperatamente due “assessore”. L’annuncio pubblicato da Gino Donnino Mascia, sindaco di Cercemaggiore, in provincia di Campobasso, è tanto curioso quanto unico nel suo genere. A memoria rimembriamo pochi casi del genere. Certo, parliamo di un comune di soli 3.700 abitanti, eppure è piuttosto strano che un primo cittadino ricorra a un avviso pubblico per reperire queste due figure chiave da inserire in giunta. Mascia ha rivolto l’appello alle donne del suo paese “che abbiano palesemente condiviso il programma politico” della lista sua lista “Uniti per Cercemaggiore” alle scorse elezioni comunali.

Il sindaco intende così garantire la parità di genere in maggioranza, inserendo donne come rappresentanti dell’esecutivo. Peccato però che nel piccolo comune del Molise non vi siano donne elette tra i consiglieri comunali. D’altronde le cosiddette “quote rose” non sono obbligatorie per le liste che si presentano alle elezioni amministrative di comuni sotto i 5mila abitanti. Nonostante poi la legge obblighi l’amministrazione a inserirle in giunta.

Il primo cittadino di Cercemaggiore ha dapprima cercato tra “le personalità femminili che, pur non candidate, hanno condiviso e condividono il percorso politico-amministrativo e il programma”, ma non avendo avuto riscontri, ha pensato di pubblicare un annuncio. Da oggi ci sono cinque giorni di tempo per presentarsi, fino al 26 giugno due cittadine del comune possono dunque candidarsi al ruolo di assessore. I requisiti richiesti sono infatti la residenza a Cercemaggiore e almeno il diploma di scuola superiore.

“In lista niente donne e giovani”

Da notare che il sindaco, intervistato da Il Messaggero, si è dichiarato “femminista” e ha detto di considerare molto le donne. Ma poi ha specificato meglio, per modo di dire, il concetto: “Ho cercato di non coinvolgere troppo le donne per non sottrarle ai loro impegni familiari. Ho candidato persone adulte e con esperienza che potessero conciliare l’impegno in Comune con la loro privata. Non non ho trovato donne in questa situazione. Nella lista non ho messo nemmeno giovani o ragazzette di 20 anni. Per una questione di immagine. Devo contare su persone che possono dare qualcosa alla comunità, quindi nessun giovane nella mia lista”.

Alessandro Della Guglia

2 Commenti

  1. E poi ci dicono che viviamo in un paese maschilista. Le donne sono una classe privilegiata, sono gli uomini ad essere discriminati.

    • Nella nostra società pare abbiano una dignità superiore.
      Altro che parità.
      Tu tto si riduce ad un’assurda e deleteria competizione.
      Omosessuali da un lato,uomini etero respinti…finirà che i caucasoidi prenderanno il posto dei panda.
      Magari li faranno riprodurre in cattività.

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