Roma, 16 sett  – La mannaia della censura su Facebook ha come fine ultimo quello di eliminare dalla piattaforma il cosiddetto hate speech ma semplicemente penalizzare le “voci controvento”, arrivando alla schedatura facciale (come avvenuto per alcuni esponenti di CasaPound Italia). Di questa manovra antidemocratica è stato vittima anche Il Secolo d’Italia, quotidiano diretto da Francesco Storace, “reo” di aver riportato un articolo su CasaPound. Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e Capogruppo in Commissione Cultura, Istruzione, Sport e Scienza adesso richiede l’intervento delle istituzioni.

“Nuove policy di Fb antidemocratiche”

In una nota, Mollicone aveva evidenziato come “le nuove policy di Fb oscurano arbitrariamente spazi di discussione, minando i diritti fondamentali sanciti in costituzione come la libertà d’espressione, d’opinione e la libertà di stampa”. Il deputato di Fratelli d’Italia aveva dunque ricordato come la censura abbia colpito anche Storace e Il Secolo d’Italia: “La nostra completa solidarietà al Secolo d’Italia e al suo direttore Storace”.

Mollicone risponde all’appello dei giornalisti dell’associazione Lettera 22 (che esprimeva solidarietà a Storace e tutti i colleghi colpiti dalla censura di Facebook) : “Chiederò, tramite un question time, che il governo venga a riferire in merito ai rapporti con Facebook e se, a fronte dell’ondata di chiusure e censure, non siano state violate le disposizioni contenute nella carta costituzionale. Riteniamo che un’azienda privata non possa sostituirsi a un potere dello Stato “. “Le accuse, generiche, di incitamento all’odio come possono essere dimostrate, senza la possibilità all’accusato di difendersi di fronte un giudice terzo?” domanda Mollicone, e aggiunge: “Sembra piuttosto che forme di contrasto al cosiddetto “hate speech” si tramutino in censure a tutto ciò che non è considerato “politicamente corretto“.

“Segnalazione all’Agcom”

Secondo quanto riporta il Secolo d’Italia, oggi Mollicone ha intrapreso alcuni provvedimenti: “Ho manifestato in ufficio di presidenza della commissione di Vigilanza e durante i lavori la richiesta di una segnalazione all’Agcom rispetto alla grave censura contro il Secolo d’Italia”. Le nuove politiche di Facebook sono incongruenti con il dettato costituzionale” sulla libertà d’espressione, di stampa e di opinione” conclude Mollicone.

Ilaria Paoletti

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