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“I morti nel mondo fino al 60% in più”. Il Financial Times getta un’ombra sui dati ufficiali

by Cristina Gauri
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morti coronavirus

Roma, 27 apr – Il numero delle vittime da Covid-19 potrebbe essere superiore del 60% rispetto alle cifre ufficiali: lo rivela il Financial Times pubblicando un’analisi condotta su 14 Paesi colpiti dalla pandemia – tra cui Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera – analizzando i dati tra marzo e aprile 2020 e confrontandole con le media di mortalità dello stesso periodo dal 2015 al 2019. La differenza è risultata di 122 mila morti in più, ossia un incremento medio del 50 percento. Numeri decisamente maggiori rispetto ai 77 mila morti di Covid-19 registrati ufficialmente dall’inizio della pandemia.

Una stima globale

Che le vittime fossero sottostimate a livello globale, si sapeva. In Italia uno studio ha rivelato che i morti sottostimati ed esclusi dai conteggi ufficiali fossero, al 4 di aprile, oltre 10mila. Ora l’analisi del Ft ci dà una proiezione a livello globale rivelando che la cifra reale dei decessi nel mondo passerebbe da oltre 205mila a 318mila. Sempre secondo la testata, i morti sono cresciuti del 60% in più in Belgio, del 51% in Spagna, del 42% in Olanda e del 34% rispetto agli anni prima.

Una piccola parte dei decessi potrebbe avere causa differente dall’infezione da Covid-19 e sarebbe ascrivibile al fatto che molte persone hanno preferito evitare gli ospedali in queste settimane: un po’ perché ritenuti fonte di contagio, un po’ perché trovarvi posto in quest’ultimo periodo si è rivelata un’impresa impossibile. Si rende anche necessario considerare una diminuzione della mortalità per altre cause, come incidenti stradali o infortuni sul lavoro, il che rende ancora più inequivocabile l’origine di questi decessi «sommersi». Ma il tasso di mortalità, aumentato vertiginosamente proprio nei Paesi in cui l’epidemia è stata più violenta, porta alla conclusione che la maggior parte di queste morti sia collegata all’epidemia. In Lombardia, esempio principe di tutti gli studi condotti finora, vengono rilevate oltre 13mila morti in più rispetto ai 4.348 decessi ufficiali nei 1.700 municipi fatti oggetto dello studio: un aumento del 155 per cento rispetto alla media storica. Il quotidiano britannico conferma il triste primato – a livello mondiale – della provincia di Bergamo, con un incremento del 464% rispetto alle medie degli anni precedenti, seguita da New York con il 200 percento e Madrid con il 161 percento.

Cristina Gauri

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