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Roma, 14 mar – Si avvicina la data delle Europee e iniziano le strizzatine d’occhio “elettorali” a Benito Mussolini e ai richiami del fascismo, seguendo il mantra del “ha fatto cose buone”, per arruffianarsi la fetta dei nostalgici indecisi. Non è una novità: Salvini è un habitué delle citazioni di D’Annunzio e (seppur con qualche imprecisione) di Ezra Pound, Berlusconi lo ha fatto per una vita, sempre però arroccandosi su posizioni antifasciste. Adesso è giunto il momento del presidente del Parlamento Europeo Tajani, che ai microfoni di La Zanzara su Radio 24 ha funambolicamente tessuto le lodi degli effetti positivi del Ventennio: “Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro paese, poi le bonifiche. Da un punto di vista di fatti concreti realizzati, non si può dire che non abbia realizzato nulla”.



Piede in due scarpe

Chiaramente il piede va tenuto in due scarpe: “Poi si può non condividere il suo metodo. Io non sono fascista, non sono mai stato fascista e non condivido il suo pensiero politico”. Insomma, pur ribadendo che “non era un campione della democrazia”, alcune cose “sono state fatte, bisogna sempre dire la verità. Non bisogna essere faziosi nel giudizio”. Soprattutto a due mesi dalle Europee.

Il leader dei Socialisti e democratici (S&D) al Pe Udo Bullmann ha subito chiesto spiegazioni su Twitter: “Affermazioni incredibili. Come può un presidente del Parlamento europeo non riconoscere la natura del fascismo? Abbiamo bisogno di chiarimenti rapidi. Due ore dopo la lode a Mussolini, Tajani incontra Salvini e Meloni, gli italiani di estrema destra. Dopo Orban è questo il profilo futuro del Ppe?”. Gli fa eco anche il sottosegretario M5S agli Affari Regionali Stefano Buffagni “Tajani svela il suo volto, si vergogni per ciò che ha detto su Mussolini”, ha scritto anche lui su Twitter.

Antifascista

E così il presidente del Parlamento Europeo interviene poco dopo diffondendo un tweet “riparatore”: “Si vergogni chi strumentalizza le mie parole sul fascismo. Sono da sempre un antifascista convinto. Non permetto a nessuno di insinuare il contrario”.

Cristina Gauri



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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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