Roma, 2 dic – Myrta Merlino non è certamente simpatica, ammettiamolo candidamente. Quanto meno, non lo è a chi non sia un soldatino fedele del pensiero unico in tutte le sue forme più retoriche, banali e riciclate da decenni. Ora il comunicato scritto dai lavoratori di La7, pubblicato anche dal Gazzettino, addirittura ci fornisce una prova testimoniale di una posa, quella della conduttrice de L’Aria che Tira, che già in passato non aveva mai convinto nessuno.

Myrta Merlino, il comunicato della Rsu

Myrta Merlino viene dunque messa sotto accusa. Anzitutto sotto l’aspetto umano, lo stesso che tanto ci tiene a enfatizzare in televisione quando commenta qualsiasi notizia. Il comunicato recita così:

“La Rsu, nell’incontro sindacale del 30 novembre, all’azienda ha riportato le numerosissime segnalazioni pervenute da parte dei lavoratori sull’atteggiamento della giornalista Myrta Merlino conduttrice del programma L’Aria che Tira.

Il volto di rete frequentemente adotta nei confronti dei colleghi e del personale in appalto comportamenti incivili e maleducati, influenza la possibilità di prolungare contratti di personale specializzato che lavora professionalmente nella nostra azienda e condiziona le turnazioni del personale interno con motivazioni che non possono essere considerate né di tipo professionale né di tipo etico.

La Rsu esprime la sua firma contrarietà nei confronti del comportamento della conduttrice e auspica che dopo questa formale segnalazione vengano finalmente adottate le necessarie misure da parte dei vertici aziendali al fine di ripristinare il corretto rapporto individuo-azienda e di ristabilire il giusto clima lavorativo a oggi deteriorato”.

Insomma, secondo il comunicato “testimonianza” dei lavoratori, la conduttrice, per metterla in italiano molto semplice e discorsivo, farebbe un po’ come diamine le pare. Sia nel rispetto dei colleghi e dei – numerosi – sottoposti, ma anche nella gestione dei turni di lavoro. Addirittura fungendo da dirigente “sottobanco” e provando – non si sa bene quanto – a decidere chi debba lavorare nella rete e chi no.

Una carriera fatta di finta solidarietà ai lavoratori

In ogni trasmissione, la cara Myrta mostra sempre qualche protesta di lavoratori di varia estrazione verso cui si dichiara sempre solidale. Certo, a meno che costoro non infastidiscano troppo i piani delle sfere alte, come nel caso del Covid. Lì nessuna pietà, ristoratori, lavoratori, categorie che hanno versato lacrime e sangue a causa di restrizioni mai ripianate da inverventi di ristoro concreti, potevano anche fregarsi le mani. Quelli bravi erano altri, i “lavoratori per bene, quelli con il green pass”, per Myrta, che con la sua altezzosità insultava senza ritegno tutti gli altri, colpevoli di non volersi fare iniettare non una, non due ma addirittura tre dosi di un siero praticamente sperimentato il minimo indispensabile prima di essere messo in commercio con tanta solerzia. Sistemica in tutto, la Myrta dice di sostenere chi lavora e chi dà lavoro con un fare da radical chic fin troppo impostato. Sincero? Nessuno può saperlo o leggere nella mente. Ma l’effetto esterno è onestamente terribile. Lo è sempre stato, da prima che un comunicato sindacale ci rendesse addirittura una prova testimoniale di ciò che sospettavamo da sempre. A meno che i lavoratori di La7 non siano tutti in combutta contro la dolce e gentile conduttrice, sia chiaro.

Stelio Fergola

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

Commenta