Roma, 2 dic – Il centrosinistra è in frantumi. Completamente spaccata già dalla campagna elettorale estiva, l’infinita rete di partiti satellite del Pd non sembra ricomporsi come – per la verità, quasi sempre – avvenuto in passato, tra Movimento 5 stelle e, soprattutto, ala centrista.

Centrosinistra in frantumi: le accuse di Letta e le repliche di Calenda

Il segretario del Pd Enrico Letta attacca, tanto per cambiare, il leader di Azione Carlo Calenda. L’incontro tra il secondo e il presidente del Consiglio Giorgia Meloni di qualche giorno fa ha mandato su tutte le furie i quartieri alti del Nazareno, incapaci di accettare un possibile avvicinamento tra il Terzo Polo e l’esecutivo. Così Letta finisce per fare il “geloso”, e criticare in questo modo le ultime vicende riguardanti la coalizione centrista: “Si sono già proposti per sostituire Forza Italia, loro che sono stati votati per stare all’opposizione e che invece sono già pronti a passare in maggioranza”. Calenda risponde in modo piccato e quasi deridente come riportato dall’Ansa. Per il leader di Azione le frasi di Letta sono “fesserie di un uomo che non è più neanche capace di elaborare una strategia politica. L’opposizione, come si richiede in un grande paese europeo, si fa proponendo e non solo inseguendo i 5s e urlando no a tutto”. Per poi aggiungere: “Prima di prendere appuntamento con Meloni ho detto al Pd ‘vogliamo cercare di andare insieme con una proposta comune’?. Letta non ha neanche risposto”.

Ma il Terzo Polo può spostarsi a destra?

La domanda va posta, non per chissà quali suggestioni ma per la banale constatazione di un dato di fatto: da prima delle elezioni, la coalizione tra Carlo Calenda e Matteo Renzi ha avuto rapporti meno “duri” con Meloni e i suoi del centrosinistra nel complesso, nonostante quell’accordo sfumato in pochissimi giorni tra Azione e Pd. La risposta non può che essere dubbiosa. In questo momento, il Terzo Polo non si sposta proprio da nessuna parte. Ma i segnali di una manovra di medio e lungo periodo ci sono da tempo, soprattutto dal lato Italia viva. Calenda, fino ad oggi, è stato il più critico dei due alleati. Ma non è da escludere che il “socio” Renzi lo stia quasi favorendo come “frontman”, preferendo non porsi in primissimo piano.

Forza Italia “gelosa”: malumori nel centrodestra

Certamente, in Forza Italia fiutano eccome una “sostituzione centrista” a destra. Oppure, per dirla in termini diversi, una sorta di sostegno esterno al governo ma con l’obiettivo di contrastare proprio il partito fondato da Silvio Berlusconi. Alcuni esponenti ormai fedelmente “azzurri” da anni, come l’ex-giornalista Giorgio Mulè, parla di Calenda con approccio molto critico: “È un provocatore nato, ma da parte nostra incassa solo quel che merita: indifferenza”.

Alberto Celletti

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