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“C’è un po’ di fascismo nell’Italia di oggi”. La favola di Nanni Moretti ai francesi

by Valerio Benedetti
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Roma, 27 feb – Anche nella Francia macroniana Nanni Moretti si concede un bel girotondo, come ai bei vecchi tempi. Il regista radical chic, evidentemente, aveva bisogna di trovare «qualcosa di sinistra» da dire. Per questo motivo, ha pensato bene di raccontare una bella favoletta ai suoi compagni d’Oltralpe. E, per farlo, ha scelto la tribuna perfetta: la redazione di Le Monde, omologo della «nostra» Repubblica, a cui il regista ha concesso un’ampia intervista. E che cosa ci dice l’irreprensibile Nanni Moretti? Ma è chiaro: «Le nozioni di solidarietà e di generosità, a lungo centrali nel mio Paese, stanno scomparendo. E la memoria non è il punto di forza del popolo italiano».

Memoria e paura

Insomma, anche il regista de Il caimano fiuta il pericolo di un ritorno del fascismo nella nostra nazione. Per Nanni Moretti, infatti, «in questo momento un film che si preoccupa della relazione dell’Italia col fascismo non può essere considerato anacronistico». E dove si manifesterebbe la rinascita del «male assoluto»? Appunto nella scomparsa della «solidarietà» e nell’appannamento della «memoria». Non a caso, il regista ricorre alla solita argomentazione della sinistra sepolcrale: la paura dell’immigrazione non è reale, ma percepita. O meglio inculcata. Leggere per credere: «Molti italiani sono ipnotizzati dall’immigrazione. È una paura che gli è stata pazientemente instillata da Salvini».

L’attacco al governo

Ma se alla restaurazione del regime fascista non siamo ancora pienamente arrivati, Nanni Moretti scorge però nell’attuale maggioranza le stigmate del primo berlusconismo, il nemico giurato contro cui tanto ha combattuto negli anni d’oro: «Questa gente che ha preso il potere in Italia si considera al di sopra delle leggi. Hanno dichiarato guerra alla magistratura. Hanno inoltre poca familiarità con la grammatica istituzionale e ogni individuo munito della minima competenza gli pare naturalmente sospetto. In questo senso c’è una continuità diretta con Berlusconi». Insomma, anche Nanni Moretti prende comodamente posto sul carrozzone dei vari Saviano, Gino Strada e Oliviero Toscani. Il grande carrozzone dell’ossessione e della paranoia.

Valerio Benedetti

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7 comments

Piero 27 Febbraio 2019 - 11:33

Blaterino pure, traditori e schifezze antropologiche varie…: i movimenti di popolo non si fermano con i proiettili (né di piombo né di gomma), figuriamoci con le parole!

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Mauro 27 Febbraio 2019 - 5:30

Parla la merda rossa di vergona

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Cesare 27 Febbraio 2019 - 5:37

E’ chiaro che Moretti non abita in alcune zone dove spadroneggiano criminali senza nemmeno permessi di soggiorno.Vada a vivere li’ e poi ci dica se gli piace.

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Mauro 27 Febbraio 2019 - 5:41

Parla: la merda rossa di vergogna

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Raffo 27 Febbraio 2019 - 9:52

Il solito comunistoide arricchito e fallito che parla di fascismo a vanvera……….. Nannino,l’eroe di un comunismo distruttivo e rancoroso, il fautore insieme ad altri della decapitazione culturale della nostra società, ora ridotta a latrina africana grazie ad elementi sinistri della cosiddetta roma bene…………auguri.

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gino bianchi 28 Febbraio 2019 - 2:31

Tipico rsempio di saccente fascistello rosso dello spettacolo.

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paleolibertario 28 Febbraio 2019 - 3:20

Ovviamente chi non la pensa come loro non può essere solidale o generoso… (confondendo peraltro la sfera privata con quella pubblica-politica). Mi rincuora che certi moralisti come Nanni Moretti siano seguiti sempre meno: hanno speculato sull’ignoranza della gente e hanno operato un bombardamento culturale ultradecennale, ma finalmente qualcosa si muove contro l’omologazione a cui volevano sottometterci. Quelli come Moretti sono finiti, e lo sanno anche loro.

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