Roma, 4 dic – La fine dell’anno si avvicina e un nuovo film (“Santiago, Italia”) è appena uscito. Il momento giusto per dare “fiato alle trombe” per il regista romano, simbolo della sinistra radical chic per eccellenza, Nanni Moretti (quello dei girotondi che girando girando non hanno portato a nulla, in breve). Ospite del salotto buonista di mamma Rai “Che tempo che fa” condotto dal presentatore alla vaniglia Fabio Fazio, il regista di “Caro Diario” si accalora contro i vertici del Partito Democratico rei, a suo parere, di “non fare quella battaglia giusta, di civiltà, quella battaglia umana per la riforma di cittadinanza, il cosiddetto ius soli per dare la cittadinanza a bambini nati in Italia oppure che hanno fatto cinque anni di studi”.

In sostanza, Moretti, che negli ultimi anni è sparito dalla circolazione “politica” si definisce “incazzato” con il Partito Dem e si qualifica, con quella punta di vittimismo che giammai ammanca all’elettorato di sinistra nonostante gli anni di egemonia culturale (sua è sempre la citazione ormai storica, in “Aprile”: “D’Alema, dì qualcosa di sinistra”) “uno dei pochi elettori fedeli al Pd”. Assai distanti dall’essere “democratiche” sono, però, le sue dichiarazioni, rilasciate al “Venerdì di Repubblica” riguardo al vice premier Matteo Salvini. A chiosa dell’articolo, scritto da Calabresi, sempre nel contesto della sfavillante promozione al suo ultimo prodotto cinematografico, il documentario Santiago, Italia”, Moretti dice: “Finite le riprese, è diventato ministro dell’Interno Matteo Salvini e allora ho capito” tracciando un parallelo allusivo tra l’elezione del leader della Lega e la presa di potere del dittatore cileno Augusto Pinochet.

In uno spasmo di strepitosa attualità, infatti, il suo ultimo documentario tratta del ruolo svolto dall’ambasciata Italiana a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet, fedeli invece del “democratico” di Salvator Allende. Da elettore deluso del Partito Democratico forse Moretti dovrebbe rassegnarsi al fatto che non solo i suoi leaders non sono assolutamente Allende, ma che in Italia ci sono state delle elezioni, e non un colpo di stato.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Cile,attualmente la prima economia di tutto il Sud America,il Paese più ricco,giusto per puntualizzare.

    chissà perchè i Paesi “fascisti” anche dopo micidiali guerre mondiali hanno lasciato società in grado di produrre in pochi anni autentici “exploit” economici (come ad esempio il boom economico dell’Italia negli anni ’60), mentre i Paesi comunoidi che tanto piacciono a tal Moretti, non hanno hanno prodotto altro che povertà e società al collasso;

    caso emblematico quella merdata di Jugoslavia di tito,con annessa guerra interna da + 150.000 morti.

    a proposito,nessuno di questi Paesi comunoidi o ex,ha traccia di Ius Soli, e dubito peraltro anche che conoscano un tal Moretti, che non sia la birra.

    • Pinochet era un dittatore che applicava al suo paese le ricette ultra liberiste di Milton Friedman e dei suoi Chicago Boys per conto degli americani.
      Mi spieghi cosa c’entra col fascismo?

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