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Napoli, 1 set – Se non c’è una trama, poco ci manca. Prima venne lo stupro di gruppo a Rimini, seguito a breve distanza dalla tentata violenza sessuale – sempre nella capoluogo romagnolo – ai danni di un’altra donna. Poi è arrivato il pestaggio ai danni conducente dell’autobus a Parma e oggi, sempre in tema trasporti pubblici, è il momento di Napoli.



Siamo a piazzale Tecchio, zona fuorigrotta, nelle immediate vicinanze dello stadio San Paolo. L’autobus dell’Anm, la società incaricata del trasporto su gomma nell’area partenopea, giunge alla locale fermata e si appresta a far salire i passeggeri. Tutti extracomunitari, i quali neanche attendono l’apertura delle porte cercando di forzarle per salire. Una volta riuscite ad aprirle, si accalcano selvaggiamente, gli uni sugli altri, per conquistare il posto a bordo. Senza che nessuno timbri alcun biglietto.

“Guardate, questa è la situazione – commenta l’autista dell’autobus mentre filma la scena fra urla scomposte e spintonamenti vari – è possibile lavorare così?”



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