Washington, 2 set – Stretto fra il politicamente corretto portato al fondamentalismo e la furia iconoclasta, il mondo delle università americane è ridotto male. Ma forse “male” non rende bene l’idea della situazione. L’ultimo episodio, indicativo del delirio raggiunto, riguarda…una banana.

Il fatto è accaduto all’Università del Mississippi e riportato da un quotidiano locale. Nell’ateneo era stato organizzato un campo estivo della durata di tre giorni per varie fratellanze e sorellanze della suddetta università (avete presente quelle organizzazioni coi nomi fatti di lettere greche che fanno gli americani?). Tutto sembrava andare liscio e poi, la terribile tragedia: tre studenti neri, tra cui Makala McNeil, presidente della storica sorellanza afro-americana Alpha Kappa Alpha, camminando, vedono una buccia di banana appesa su di un albero. Un insulto intollerabile alla comunità nera studentesca.

banana mississipi
La buccia di Banana “incriminata”

“Per me è stato come ricevere uno schiaffo in faccia vedere una banana lì appesa dopo aver parlato delle relazioni razziali al nostro campus”, ha commentato la McNeil. La notizia della tragedia si è subito diffusa per il campus, e l’incontro del pomeriggio è servito agli studenti per discutere del misfatto. Ma sfortunatamente, le cose hanno iniziato a rendere gli studenti a disagio. Come riporta infatti il Daily Mississipian, la direttrice delle fratellanze e sorellanze dell’università, Alexa Lee Arndt, ha scritto in una lettera al giornale: “Per essere chiari, molti membri della nostra comunità erano feriti, spaventati e disagiati da quello che è successo. Per via della realtà che molti studenti di colore affrontano quotidianamente, la conversazione si è subito trasformata in una più grande conversazione sulle relazioni razziali oggi all’Università del Mississippi”. E ancora: “Come responsabile del benessere dei membri della nostra comunità, ho sentito immediatamente il dovere di fornire uno spazio agli studenti colpiti da questo incidente per permettere loro di esprimere il loro dolore e la loro preoccupazione”. dice la Arndt.

Ma questo spazio sicuro in cui vociferare la propria afflizione di fronte alla banana della discordia a poco è servito: come riportato dal quotidiano, infatti, presto molti studenti hanno incominciato ad andarsene, pieni di frustrazione, e alcuni in lacrime. “Non ci sentivamo più sicuri”, ha detto la McNeil, spiegando come molti studenti hanno incominciato a lasciare il campo estivo, poi annullato.

Solo una domanda rimane? Chi è il colpevole? Chi ha lasciato la buccia di banana? Chi ha commesso questo terribile misfatto? Il colpevole è un certo Ryan Swanson, che ha subito ammesso la sua colpevolezza, asserendo di aver lasciato la banana su un albero non trovando da nessuna parte un cestino della spazzatura. “Voglio scusarmi sinceramente per gli eventi di questo fine settimana”, si legge nel mea culpa di Swanson affidato ad una lettera. “Sebbene non fosse mia intenzione, non c’è scusa per il dolore causato ai membri della nostra comunità. Voglio in particolare ringraziare gli altri studenti per la conversazione costruttiva che abbiamo avuto. Ho molto da imparare, e ho molto da incoraggiare gli altri membri della comunità a fare lo stesso. Dobbiamo sempre ricordare che le nostre azioni hanno effetti diversi sugli altri”.

Edoardo Pasolini

Commenta