Roma, 23 nov – A Napoli una mostra fotografica per ricordare il terremoto del 1980 che colpì, oltre alla città partenopea, in generale la Campania e la Basilicata. Ce ne parla l’Ansa.



Napoli, il terremoto del 1980 in fotografie

Era il 23 novembre del 1980 quando Campania e Basilicata furono scosse dal violentissimo terremoto. Per il quarantennale della tragedia (in realtà caduto lo scorso anno e rinviato a causa del covid) è ora allestita per la serie del Mann una mostra, denominata 19:34, aperta al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Le fotografie sono di Antonietta De Lillo (fino al 2 maggio 2022) con il sostegno della Regione Campania. Tra queste oltre cento sono in bianco e nero. Per Paolo Giuliereini, direttore del Mann, “trasmettere la memoria viva di ciò che è accaduto 41 anni fa è oggi, ancora più significativo. Insieme al ricordo della tragedia vogliamo indicare alle giovani generazioni anche e soprattutto la forza e i sentimenti di solidarietà e la voglia di rinascita che trasmettono le immagini di questa emozionante mostra”.

Dalla Campania all’Irpinia

Le foto raccontano Napoli, ma anche i comuni dell’Irpinia ridotti in cumuli di macerie. Raccontano i soccorsi e i gruppi di ricerca, raccontano gli accampamenti, i container prefabbricati, il volontariato spinto che – come da tradizione, nonostante le solite lentezze – giunge dal resto d’Italia. Per non parlare dell’arrivo dell’inverno. Un sottofondo sonoro tratto dall’archivio Rai Teche fa il resto. Nel catalogo, Antonietta De Lillo scrive inoltre di essere ” felice e onorata che queste mie fotografie siano esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli in un dialogo tra l’antichità, un passato più recente e il nostro presente”.

La mostra è anche patrocinata dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, e le foto sono commentate da frasi tratte dai telegiornali e quotidiani dell’epoca. Infine, l’illustrazione degli ultimi studi antisismici condotti dal Mann con l’Università degli studi Federico II Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura la cui direzione è affidata al professor  Andrea Prota.

Alberto Celletti

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