Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 4 lug – Pietro Sini ha 55 anni, è di Porto Torres e da 15 anni è un carabiniere in congedo. Il 12 novembre 2003 scampò miracolosamente alla strage di Nassiriya, quando un commando di attentatori suicidi si lanciò contro la base del contingente italiano provocando 28 morti, dei quali 19 erano militari italiani e 9 iracheni. “Dopo essere scampato, tornai in Italia e venni riformato. Avevo subito conseguenze psicologiche e di stress e, come per molti altri miei colleghi sopravvissuti, chi di dovere decise che non potevo più essere abile al lavoro”, racconta Sini all’Unione Sarda.

Il carabiniere sardo venne insignito della medaglia d’oro in quanto vittima di un attentato terroristico. Un anno fa però ha restituito la medaglia al comando generale dell’Arma, perché non gli è stato riconosciuto l’aggravamento della sua invalidità. Sini adesso denuncia un altro fatto, almeno in apparenza piuttosto incredibile: il Viminale gli ha chiesto indietro il pagamento del conio, pari a 1.410 euro. E’ stato però “gentilmente” graziato dal pagamento dell’Iva. “Sono sopravvissuto all’attentato di Nassirya, ma lo Stato mi ha trattato come un eroe di serie B. Allora ho deciso di restituire la medaglia d’oro che mi ha consegnato il presidente della Repubblica. Ora, per questo gesto, mi viene presentato il conto: 1.410 euro. Una vergogna”, dice il carabiniere sardo.

“Farò causa allo Stato”

“Stamani hanno bussato alla mia porta i carabinieri, per consegnarmi una notifica: il ministero dell’Interno, che gestisce le benemerenze, mi chiede di risarcire lo Stato delle spese sostenute per realizzare la medaglia che ho restituito, con grande dolore, per denunciare il trattamento ingiusto riservato a me e ad altre vittime del dovere e del terrorismo. Sì, proprio il ministero dell’Interno di Matteo Salvini, che fa del rispetto per i militari e delle forze dell’ordine uno dei suoi punti d’onore. Per me è stata l’ennesima umiliazione“. E’ lo sfogo di Sini, che ricostruisce così quanto accaduto stamani.

Il carabiniere ha deciso però di non accettare questo trattamento, che giudica appunto vergognoso: “Non ho nemmeno ritirato la notifica. Ci penseranno eventualmente i miei avvocati”. E aggiunge: “Voglio fare causa allo Stato, perché non posso tollerare una ripicca simile. Perché sembra essere proprio una vendetta: tu mi riconsegni la medaglia? E io te la faccio pagare. Pensare che nemmeno mi hanno mai chiesto perché ho deciso di restituirla. L’hanno presa indietro e basta. E adesso vogliono punirmi, non vedo altra spiegazione”.

Alessandro Della Guglia

1 commento

  1. Tranquilli non conosco la storia ma se rivogliono i soldi e se parliamo di cose irrazionali .. sicuramente sono azioni fatte da gentaglia di sinistra.

Commenta