Roma, 1 lug – In Nicaragua il presidente Daniel Ortega ha sferrato un duro attacco alla Chiesa Cattolica: dopo l’espulsione del Nunzio apostolico – l’ambasciatore del Papa – lo scorso marzo, e dopo le minacce a vescovi e sacerdoti, ora sono state mandate via dal Paese centroamericano anche le suore di Madre Teresa.

Nicaragua contro Chiesa

Mercoledì il parlamento del Nicaragua – controllato a larghissima maggioranza dal partito del presidente autoritario Daniel Ortega – ha approvato lo scioglimento di 101 organizzazioni non a scopo di lucro: dal 2018, anno in cui c’erano state varie proteste contro Ortega, nel paese sono state sciolte in tutto 758 organizzazioni no-profit. Per il governo le Missionarie della Carità, a Managua dal 1986, devono lasciare il Paese perché non hanno rispettato le leggi sul “finanziamento del terrorismo e sulla proliferazione delle armi di distruzione di massa”. È questa la giustificazione fornita dalla Direzione generale di Registro e controllo delle organizzazioni senza scopo di lucro del ministero degli Interni; la stessa motivazione con cui sono state messe al bando molte ong. Il pretesto è che questi gruppi non rispettano gli obblighi previsti dalla legislazione nazionale. Già lo scorso aprile il Parlamento aveva bandito 25 ong, molte delle quali avevano criticato apertamente l’operato del governo. Il ministero degli Interni, nel caso delle suore di Madre Teresa di Calcutta, aggiunge che la congregazione religiosa porta avanti attività per le quali non ha avuto autorizzazioni da parte dei ministeri per la Famiglia, della Pubblica Istruzione e della Sanità.

Ong nel mirino

Inizialmente le organizzazioni sciolte dal governo di Ortega erano politiche e legate soprattutto all’opposizione contro di lui: col passare del tempo, però, sembra che Ortega abbia deciso di far sciogliere semplicemente qualsiasi organizzazione su cui non esercita il controllo. Tra le organizzazioni sciolte ci sono anche associazioni artistiche, culturali, sportive e scientifiche – a dimostrazione che quella in atto non è una guerra privata del Nicaragua contro il Vaticano ma una pianificata epurazione del dissenso interno. Insomma, se fa sorridere vedere Ong e Chiesa messe alla porta, è preoccupante la deriva autoritaria del governo Ortega che dalle posizioni sandiniste, una sorta di socialismo nazionale in salsa caraibica, sta scivolando nella classica rappresentazione di repubblica delle banane.

Sergio Filacchioni

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