Roma, 10 gen – Nobel per la pace a Mimmo Lucano. No, non è una frase detta con l’intento di essere divertente, anche se fa crepare dal ridere. E a pronunciarla è il solito Roberto Saviano, sulla sua pagina Facebook.

“Nobel per la pace a Mimmo Lucano”

Il post riporta un video pubblicato da Fanpage, e si esprime in questi termini, elencando i “tre motivi” per cui dare il Nobel per la pace a Mimmo Lucano.

“Lucano merita il Nobel per la pace perché ha costruito a Riace un modello riconosciuto e apprezzato anche all’estero. Accogliendo altre persone è riuscito a costruire una realtà nuova, viva, dinamica. Lucano merita il Nobel per la pace perché non ha mai pensato al suo arricchimento personale, ma ha messo gli altri, gli ultimi prima di tutto. Prima di sé. Lucano merita il Nobel per la pace perché ha riscritto il concetto di disobbedienza civile. E perché ha accettato le conseguenze dell’infrangere leggi ingiuste per salvare vite umane.”
Da sottolineare ci sarebbe il “non ha mai pensato al suo arricchimento personale”, pensiero del tutto arbitrario che contrasta con le motivazioni della sentenza che condanna Lucano in primo grado. In un passaggio di quanto scritto dal Tribunale di Locri si legge infatti che l’organizzazione dell’ex-sindaco era qualcosa di “tutt’altro che rudimentale, che rispettava regole precise a cui tutti si assoggettavano, permeata dal ruolo centrale, trainante e carismatico di Lucano il quale consentiva ai partecipi da lui prescelti di entrare nel cerchio rassicurante della sua protezione associativa, per poter conseguire illeciti profitti, attraverso i sofisticati meccanismi, collaudati negli anni e che ciascuno eseguiva fornendogli in cambio sostegno elettorale”.
Ora, per carità, tutto può essere. Ma se Saviano nella sua comicità involontaria inserisse anche qualche elemento serio, tipo una prova tangibile di ciò che sostiene, sarebbe meglio, suvvia. Poi certamente, nessuno se lo aspetta dal Vate, abituato a parlare da solo in TV ormai da dieci anni e per quello – guarda un po’ – altrettanto abituato a straparlare senza che nessuno contesti neanche una piccola parte della montagna di idiozie che spara ogni giorno.

Saviano no limits

Saviano è no limits, quando si tratta di immigrazione, meglio ancora se illegale. E ben da prima che quando, di fronte a Gianni Riotta, auspicò sindaci stranieri e neri per il “suo Sud”. Ben da prima che iniziasse il suo bollettino semiquotidiano a difesa strenua degli schiavisti del Mediterraneo, ovvero le Ong, da lui ribattizzate “ambulanze del mare”. Ma nonostante le sue innumerevoli peripezie, non immaginiamo cosa debba essere un peggioramento simile.

L’uomo dalla scorta facile si è improvvisato tuttologo da anni, come da anni insulta i partiti di centrodestra. Ma ad essere così divertente – perfino simpatico – non era mai riuscito. Ed è una buona notizia, perché se l’inizio del 2022 comincia con Saviano in grado di farci ridere a crepapelle, allora forse possiamo nutrire buone speranze per l’anno che ci attende. Grazie, Robertino.

Stelio Fergola

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