Parigi, 10 gen — Il video riprende due uomini all’interno di un’auto. Ridono sguaiatamente e parlano in francese con marcato accento straniero, probabilmente sono nordafricani. Il veicolo è in movimento. Dal finestrino abbassato il guidatore afferra due passanti — prima uno poi l’altro — e li trattiene per le braccia, trascinandoli per diversi metri, per poi lasciarli di colpo, facendoli cadere rovinosamente per terra. Sono due anziani, e mentre vengono trattenuti a forza arrancano a fatica, in maniera disperata, per stare al passo con la velocità dell’auto. Chiedono ai due di fermare l’automobile. Altre risate dei nordafricani. Il commento «risatine della serata» e una ghirlanda di emoji sorridenti accompagna il video, pubblicato dal conducente sui suoi social.

L’atroce “gioco” di due nordafricani 

Un filmato vergognoso, che sui social ha provocato un’esplosione di rabbia da parte di quei francesi stanchi dei soprusi degli «altri francesi». Stanchi della delinquenza, delle periferie ostaggio della sharia, degli atti di violenza gratuiti volti a umiliare i più deboli — come quest’ultimo — per non parlare del terrorismo e dell’inquisizione politicamente corretta alimentata dalla complicità con la «cultura» woke, che vede ogni prevaricazione perpetrata ai danni dei francesi come una «riparazione» per i «torti coloniali».

La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per l’episodio, avvenuto a Noisy-le-Sec (Seine-Saint-Denis) domenica 9 gennaio, secondo quanto riportato da Le Figaro. Il video, composto da due differenti filmati, dura 34 secondi. Lasciata a terra la prima vittima, i due ne afferrano una seconda, gridando «Wallah stai per correre» all’anziano che gli chiede «di smetterla con queste caz*ate», «smettila, sto per cadere». Infine, il nordafricano lascia andare la vittima, che cade a terra. In seguito all’episodio una delle vittime ha sporto denuncia. La questura di Parigi ha aperto un’indagine, tutt’ora in corso.

Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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