Palermo, 10 gen – Dopo essersi sperticati le mani ad applaudire il reuccio di Palazzo Chigi, adesso qualcuno pensa di ribellarsi? Pensa di potersi opporre a questo consolidato sistema di controllo? Ohibò, ma cosa succede? “Da oggi, l’attraversamento dello Stretto di Messina rischia di paralizzarsi a seguito delle nuove disposizioni sanitarie varate dal governo nazionale”. Ma va’? E nessuno ci aveva pensato che il green pass, nella sua continua e costante evoluzione, avrebbe toccato tutti i tipi di interesse, e che andava eliminato subito? Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, pensa di affidare il suo “abbaio alla luna” a una letterina al premier (Draghi in modalità Babbo Natale ci mancava), dopo aver realizzato che con l’entrata in vigore del decreto legge dello scorso 30 dicembre sarà consentito imbarcarsi sui mezzi di trasporto navale, che quotidianamente fanno la spola tra Sicilia e Calabria, solo a chi è in possesso del “super green pass”.

Le inutili lettere di Musumeci a Babbo Draghi

“La presentazione di un test antigenico rapido o molecolare recante esito negativo – scrive il presidente della Regione – rappresentava un ragionevole punto di equilibrio tra le esigenze di contenimento della diffusione del contagio e quelle collegate alla libera circolazione delle persone e delle merci”. Ma va’? “La nuova disposizione rischia di determinare non poche difficoltà applicative ove non addirittura una lesione del principio di continuità territoriale tra il territorio della Regione Siciliana e quello del resto dello Stato italiano. Quella dello Stretto di Messina – prosegue il Presidente – è a tutti gli effetti un’unica conurbazione, un’area integrata nella quale quotidianamente si muovono dalla Sicilia alla Calabria e viceversa, anche più volte al giorno, innanzitutto per esigenze lavorative, ma anche sanitarie e di altra natura, migliaia di cittadini siciliani e calabresi (oltre quattromila)”. E non è solo un allarme di paventata paralisi, quella che avanza Musumeci, ma soprattutto di disparità con le altre Regioni italiane che non subirebbero lo stesso “trattamento”.

Le discriminazioni! Allora esistono, allora sono un problema di cui occuparsi! Eppure sembra possano valere solo per alcune cose e per altre no. Proprio come le proteste del governatore siciliano che vorrebbe tutelare l’economia del suo territorio, ma che invece dà proprio l’impressione dell’ennesima protesta inutile visto che, tra l’altro, nulla si sogna di fare per bloccare la degenerata questione degli sbarchi nella “sua” Isola, se non qualche titolo sui giornali a fasi alterne contro Draghi o la Lamorgese.

“Abbaiare alla luna” non serve

Ci spieghi Musumeci come si fa a restare inermi davanti a cifre che si moltiplicano, si triplicano, in pochi anni (11.471 nel 2019, 34.154 nel 2020, 67.040 con cui si è chiuso il 2021). Siamo solo al 10 gennaio e già si registrano quasi 400 sbarchi (compresi quelli in Sardegna e Calabria, ma la parte preponderante è sempre sulle coste siciliane) e il dato che sicuramente non può essere sottaciuto, e sul quale non si può soprassedere, anzi, non dovrebbe soprassedere proprio lui, il presidente Musumeci, è che nel 2021 la stragrande maggioranza non scappa da alcuna guerra: 16mila sono stati i tunisini e 9mila gli egiziani, per esempio.

Se è possibile chiudere lo Stretto di Messina e gli altri porti ai non vaccinati (posto che sia la cosa più incredibile a cui stiamo assistendo), perché non è possibile farlo con persone che non hanno diritto di entrare in Italia e men che meno di essere mantenuti dall’Italia e dagli italiani? Chi aveva visto in Musumeci, nell’autunno del 2017, la possibilità di un’autentica virata della Sicilia verso l’affermazione di determinati principi e priorità, oggi appare deluso e disorientato davanti ai suoi inutili “abbài alla luna”.

Emanuela Volcan

 

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