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“Non riesco a comprare neanche il tonno”: Toninelli aspirante povero

by La Redazione
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Toninelli aspirante povero

Roma, 15 gen – Danilo Toninelli non riesce a comprare più neanche il tonno. Poverino, potrebbe pensare qualcuno. “Che faccia tosta”, urlerebbe tra il satirico e l’innervosito la restante – stragrande – maggioranza. La storica colonna grillina ai tempi dei suoi mandati parlamentari ne ha sparate davvero di fenomenali, nel corso della sua ultima diretta Facebook.

Dopo 9 anni di stipendio da parlamentare, ora Toninelli piange miseria

E in una lunga diretta Fb mette in rete una ridicola lamentazione: non può più nutrirsi a salmine e bresaola, costano troppo. Anzi, non può più comnparesi neanche il tonno, ora che non è più parlamentare…”. Non è l’incipit di una farsa teatrale, è proprio vero, è proprio lui, Toninelli,  a piangere miseria. Senza alcun senso del limite e del ridicolo. Con quasi un milione di euro percepito in nove anni di Parlamento, come viene riepilogato su Libero, Toninelli ora è un poveraccio. O meglio, si descrive come un poveraccio, con una faccia di bronzo poco comune: “Io prima mangiavo il salmone, (…) sapete noi fissati con la palestra… o mangiavo la bresaola”, dice, sottolineando che ora ha “cancellato tutto: un po’ perché non voglio più mangiare carne né pesce, un po’ perché non è più fattibile. Io non riesco più a prendere neanche il tonno. Avete presente una scatoletta di tonno? Io prima prendevo quello in vetro… Ma porca puttana costava due euro e cinquanta! Adesso sono sette! Ragazzi, è una roba devastante“.

Il novello aspirante povero poi si lascia andare a un momento nostaliga: “Quando a fine legislatura (…) io dovevo capire come andare avanti lavorativamente per mantenere me stesso e la mia famiglia: e una delle opportunità era quella di andare a fare il commentatore televisivo. Mi avevano offerto anche 700 euro a puntata, e quindi con 700 di qua e 500 di là i miei 4-5mila euro lordi li avrei portati a casa. E sarei riuscito a pagarmi il mutuo, le bollette, la scuola dei miei ragazzi…”. Eggià, un disastro, caro Danilo.

Un personaggio che non ci manca per niente

Dai tempi di “abbiamo perfino lavorato” all’epoca della nomina di Mario Draghi a presidente del Consiglio, ma anche precedentemente, il “dottor Toninelli” ci ha dato sempre prova di essere un fenomeno. Per certi versi, nemmeno Giggino Di Maio è riuscito a scaldare – male, ovviamente – i nostri cuori allo stesso modo. Ancora si rimembra quando, poco prima delle elezioni regionali in Emilia Romagna del 2020, il tuonante ex-ministro avesse confuso il candidato grillino, sostenendo fosse “Daniele Zanichelli” (mentre in realtà Simone Benini). Con il Zanichelli che, peraltro, si chiamava Davide e non Daniele. Bei tempi. Anzi no, meglio essere schietti: orribili.

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