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Roma, 1 ago – Notizie non buone per il nuovo governo, che dovrà prepararsi ad affrontare una decisa frenata nelle previsioni di crescita, in un quadro in cui a salire è solo l’inflazione.
Stando alle ultime rilevazioni condotte dall’Istat, nel secondo trimestre di quest’anno il Pil italiano è salito, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, solo dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,1% su base annua. Il territorio è ancora positivo, ma il rallentamento è evidente: non più tardi del precedente periodo (gennaio-febbraio-marzo) il Prodotto interno lordo era infatti cresciuto dello 0,3% (+1,4% sullo stesso trimestre dell’anno scorso).

A limare le stime verso il basso è il settore primario, con agricoltura, silvicoltura e pesca che segnano il passo, compensante – sia pur non a sufficienza – dai comparti industria e servizi. Prosegue – ed è da salutare con favore – la ripresa della domanda interna: “Vi è un contributo positivo – spiegano dall’istituto – della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”.
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Se il Pil non fa festa, anche l’inflazione non ride. Nel mese di luglio il livello generale dei prezzi ha fatto segnare +1,5% (era +1,3% a giugno), valore più alto da oltre un anno ad oggi. A trainare questa crescita – che rimane comunque all’interno della media europea – sono soprattutto gli aggiornamenti tariffari dei mercati regolamentati di luce e gas, insieme ai generi alimentari e specialmente per quanto riguarda i prodotti ad alta frequenza di acquisto.
Filippo Burla





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1 commento

  1. …male, molto male..Occorre calmierare…l’inflazione porta ad una maggiore disoccupazione e ad un disincentivo ai consumi interni..Occore incentivare l’esportazione ( eliminare i blocchi,e favorire esportazione verso la Russia e verso i vari mercati non eu )….

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