Roma, 16 ago – L’Ucraina è il paese rivelazione e fenomeno del nuoto. “Così, de botto”, per dirla con espressioni dialettali. E sia chiaro, solo in quello sincronizzato o comunque soggetto a valutazioni numeriche dei giudici. Niente corse, niente 200 metri, niente linee da oltrepassare prima di altri contendenti. I giudici stessi, stranamente, votano gli artisti dell’acqua ucraini in modo impeccabile. E gli ori agli Europei di quest’anno fioccano, l’ultimo nel nuoto artistico ieri sera. Coincidenze astrali, forse spirituali e perfino blibliche. Magari un’illuminazione improvvisa in chi è nato nel regno di Kiev. Ma qual è la tradizione del Paese in queste discipline?

L’Ucraina diventa fenomeno nel nuoto

Se andiamo a vedere i risultati dei precedenti europei di nuoto, l’Ucraina ha “beccato” quattro medaglie d’oro nel 2020, dunque da prima della guerra attualmente in corso. Il che lascerebbe suggerire l’inizio di qualcosa, questo va pur detto. Anche in quel caso però, i riconoscimenti erano tutti nel nuoto artistico, quindi sempre e soltanto in discipline votate da dei giudici. Se andiamo più a ritroso, l’Ucraina ha una tradizione nel nuoto praticamente inesistente: un solo oro nel 2018, nel 2016 e nel 2014. Zero nelle edizioni precedenti. Insomma, poca roba. Altro scherzo del destino, a prendere ori si è cominciato proprio dalla prima crisi politica scoppiata nel Paese ormai otto anni fa. Vabbè.

Alla presente edizione di Roma e Monaco 2022, comunque, i fratelli di Kiev fanno man bassa, diventando il Paese che raccoglie più vette dopo l’Italia: sempre, senza eccezioni, quando vittorie e sconfitte si decretano con una paletta numerica. Un fatto abbastanza curioso e forse pure discretamente divertente.

L’argento “simpatia” c’è!

Almeno l’argento della varietà, che per comodità definiremo “argento simpatia”, c’è. Ed è nei tuffi, come riporta RaiNews. Tanto per cambiare, ancora palette, giudici e voti: altra buffa coincidenza astrale. Insomma, diciamolo, sembra un po’ una fotocopia dell’Eurovision in salsa sportiva. Il “Paese che resiste” all’aggressore russo trova all’improvviso rivincite inattese, addirittura strabordanti se guardiamo al medagliere generale, guidato dalla nostra Italia. E sì, fa abbastanza ridere, considerata la sua storia modesta nelle discipline descritte negli scorsi anni. Ci fossero delle competizioni dirette, si potrebbe ipotizzare il fenomeno del “gasamento” collettivo: valori patriottici, per ovvi motivi, enormemente diffusi, il che tecnicamente potrebbe pure influenzare – in via eccezionale – gli atleti e la loro rabbia agonistica. Ma guardando al corso degli eventi di questa edizione, francamente, viene solo da rimanere pensierosi, con ironia e forse pure un po’ di imbarazzo.

Stelio Fergola

AGGIORNAMENTO: Le medaglie dell’Ucraina nel 2020 (campionato disputato nel 2021) sono sette, di cui quattro nel nuoto artistico (wikipedia).

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