Roma, 26 set- Governano anche quando non vincono e non calano mai al di sotto di certe percentuali, in due espressioni ecco la potenza del Pd, senza acronimo “Partito democratico”, erede diretto dei Ds, Pds e, illo tempore, Pci.

La potenza del Pd in parole semplici

Come riporta l’Agenzia Nova ora in casa Nazareno si discute di dimissioni di Enrico Letta, di questo e di quello. Ma al di là della sconfitta, indiscutibile, quello che impressiona della potenza del Pd è la sua “resistenza” elettorale. Una specie di colonna di amianto che sembra impossibile da abbattere. Nonostante la quantità incredibile di idiozie proferite in questa campagna elettorale, dal suo segretario in primis, i dem italiani non mollano l’osso di percentuali comunque solide e, a quanto pare da decenni, inscalfibili.

Mai scesi sotto il 16% dei voti

Alle elezioni politiche del 2001 i progenitori del Pd, ovvero i Ds (Democratici di sinistra) uscirono dalle urne con un ridimensionamento – per i loro standard – netto: 16% dei consensi. Quelle elezioni furono stravinte dal centrodestra di Silvio Berlusconi essenzialmente sulla base di tre problemi principali che la sinistra aveva generato e fatto esplodere: l’immigrazione (fenomeno già esistente, anche se non nei volumi pazzeschi iniziati nel 2011, e già da anni contestato poco dalla sinistra, sebbene quella sinistra fosse capace di attuare cose impensabili oggi, come il famoso “blocco navale di Romano Prodi”), la pressione fiscale soffocante, l’attuazione di politiche distruttive di buona parte del tessuto sociale impiegato nel settore pubblico, in quegli anni privatizzato selvaggiamente. Sarà il loro minimo storico di sempre. Quasi allo stesso livello, il flop delle elezioni 2018 del “figlio” Pd, con il 17% rimediato alla Camera e il 19 al Senato. I motivi della seconda sberla erano stati nuovamente gli stessi: tasse, immigrazione (e stavolta per volumi molto più impressionanti) distruzione del lavoro.

Ma se un partito primo responsabile di danni così gravi al tessuto produttivo, sociale e lavorativo italiano non scende mai sotto una percentuale comunque alta come è indubbiamente un 16% dei voti, quanto è potente? La risposta non può essere che una sola: tanto. Immensamente. E noi siamo qui a constatarlo ogni anno che passa.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Ora Giorgia, fai una bella pulizia; comincia dalle nomine e non lasciarne scappare una; Presidenti, vice presidenti, assistenti e sotto/vice/allievi, cambiali tutti. Iniziamo una nuova era.

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