Roma, 5 giu – Oggi è il grande giorno per il premier Giuseppe Conte, atteso in Senato alle 12 per il suo primo discorso, con cui chiederà la fiducia al governo. Il voto è previsto per stasera alle 19.30. Mercoledì alle 17.30 invece toccherà alla Camera. Le parole d’ordine dell’intervento del presidente del Consiglio, a quanto pare, saranno cambiamento, rottura con il passato, politiche di tutt’altro tenore, a partire dal carcere duro per i grandi evasori.
Il discorso, che poi sarà consegnato alla Camera, toccherà alcuni punti chiave del contratto di governo sottoscritto da M5S e Lega. Tra questi, il superamento del regolamento di Dublino sul fronte immigrazione, la flat tax, la centralità dell’Europa – un tema, come dire, caldeggiato dal Quirinale – ma con Ue che dovrà essere più equa. Ancora, reddito e pensione di cittadinanza, cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. Quindi lavoro e giovani, con un focus sul fronte pensioni e il superamento della legge Fornero. Nel discorso non mancheranno anche i temi della sicurezza e dell’immigrazione, centrali nel programma della Lega. Ma anche pubblica amministrazione, di cui il premier è grande esperto: sarà forte l’azione di snellimento, in chiave di semplificazione e deburocratizzazione. Parlerà anche della riforma della giustizia e della guerra alla corruzione, anche attraverso misure come l’agente provocatore e la revisione del codice appalti.
Nello specifico, vediamo come si svolgerà la giornata di Conte. Il protocollo prevede che il premier vada prima al Senato per esporre il programma di governo. Subito dopo raggiungerà la Camera dei deputati per consegnare il programma. Quindi tornerà alle 14.30 in Senato dove comincerà la discussione. A partire dalle 17.40 sono previste le dichiarazioni di voto dei sette gruppi, alla fine, entro le 19.30, ci sarà la prima “chiama”, ossia l’appello nominale per verificare il numero di senatori presenti. A seguire, la seconda “chiama”. Poi le operazioni di voto per la fiducia, che dovrebbero concludersi intorno alle 20.30.
Al dibattito in Senato interverrà anche l’ex premier ed ex segretario del Pd Matteo Renzi (che si concede una pausa dal suo tour di conferenze a pagamento in giro per il mondo, neanche fosse una specie di Tony Blair). La sua presenza è una risposta al leghista Roberto Calderoli, che lo aveva accusato di non voler più partecipare ai lavori parlamentari, preferendo “andare in giro per il mondo a fare conferenze a spese dei contribuenti”.
Vediamo i numeri della fiducia. Al Senato, primo vero banco di prova, il nuovo governo può contare su 167 voti certi: 6 in più rispetto alla maggioranza assoluta. Si tratta dei 58 senatori della Lega e dei i 109 del Movimento 5 stelle. A questi dovrebbero aggiungersi almeno altri 4 voti, facendo salire la maggioranza a quota 171. Si tratterebbe del voto di due ex grillini (Maurizio Buccarella e Carlo Martelli) e di due esponenti del Maie (Ricardo Antonio Merlo e Adriano Cario). Numeri che potrebbero aumentare ancora, fino a quota 174-175 sì, nel caso in cui anche il gruppo delle Autonomie a Palazzo Madama dovesse optare per il voto favorevole alla fiducia.
Altri numeri a favore sono quelli di Fratelli d’Italia, che conta 18 senatori, e che si asterrà dalla fiducia. Veniamo quindi ai voti contrari: dovrebbero essere 61 di Forza Italia, 52 del Pd e quelli di alcune componenti del gruppo Misto. Dunque, se lo scenario fosse confermato, il governo Conte al Senato dovrebbe avere almeno dieci voti sopra la maggioranza assoluta.
Questo perché, con la riforma del regolamento del Senato approvata a dicembre 2017, il voto di astensione a Palazzo Madama si uniforma a quello della Camera e non sarà più considerato voto contrario.
Alla Camera, invece, il governo giallo-verde è ben sopra la maggioranza assoluta, con 346 voti (222 deputati M5S e 124 Lega). Sono 30, pertanto, i voti di scarto rispetto alla maggioranza assoluta di 316. Ma anche a Montecitorio i consensi potrebbero aumentare, sempre grazie ad alcuni deputati ex M5S e ad alcuni componenti del gruppo Misto. FdI – come al Senato – dovrebbe astenersi, mentre Forza Italia, Leu e Pd hanno annunciato voto contrario.
Vediamo infine i prossimi passi del governo. Subito dopo aver incassato la fiducia, si dovranno comporre le commissioni permanenti dei due rami del Parlamento: i gruppi dovranno indicarne i rispettivi componenti, starà poi a loro eleggere presidente e ufficio di presidenza di ciascuna commissione. Venerdì e sabato, primo impegno internazionale per il premier Conte, con il G7 che si terrà a La Malbaie in Canada. In quell’occasione il premier avrà un incontro bilaterale con la cancelliera tedesca Angela Merkel.
Adolfo Spezzaferro

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