Roma, 5 giu – Ora che il governo è fatto, il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico del M5S Luigi Di Maio stanno affrontando la delicata spartizione delle poltrone, a partire dalle nomine di vice ministri e sottosegretari. Si tratta di 43 incarichi, ripartiti in 20 sottosegretari e cinque vice ministri per i pentastellati e 15 sottosegretari e tre vice ministri per la Lega. Molto probabilmente se ne parlerà dopo il ritorno del premier Giuseppe Conte dal G7 in Canada, previsto per domenica.
I nomi che circolano di più per adesso sono quelli del 5 Stelle Vito Crimi ai servizi segreti, del leghista Nicola Molteni agli Interni e della 5 stelle Laura Castelli vice ministro dell’Economia.
Ancora, possibili nuovi sottosegretari all’Economia i leghisti Massimo Garavaglia e Alberto Bagnai. Allo Sviluppo economico, sono in pole il deputato lombardo, vicino a Luigi Di Maio, Stefano Buffagni (che punterebbe alla delega alle Partecipate statali e alle banche) e il leghista Armando Siri. Da definire chi avrà la delega sulle telecomunicazioni (con quello che comporta sul fronte Berlusconi): M5s punta a tenerla per sé ma potrebbe andare alla Lega (in lizza ancora Siri, ma circola l’ipotesi del giornalista Alessandro Morelli).
Come sottosegretario agli Esteri si fa il nome di Emanuela Del Re, mentre Manlio Di Stefano dovrebbe aggiudicarsi la presidenza della commissione Esteri della Camera. Così come il leghista Claudio Borghi punterebbe alla presidenza della commissione Bilancio o Finanze, sempre a Montecitorio. Edoardo Rixi dovrebbe essere vice ministro ai Trasporti, sottosegretario alla Pubblica amministrazione, gli altri leghisti Alessandro Giglio Vigna agli Affari regionali e Cantù alla Sanità. Il giornalista eletto nelle file M5S Primo De Nicola potrebbe avere la delega all’Editoria.
Circolano anche i nomi del leghista Raffaele Volpi alla Difesa e del grillino Andrea Cioffi ai Trasporti e alle Infrastrutture, dove il senatore salernitano potrebbe ricoprire il ruolo di sottosegretario.
Sul tavolo poi le nomine che di prassi spettano all’opposizione: in pole position Giuseppe Guerini (Pd) per il Copasir, Maurizio Gasparri o Paolo Romani (Fi) per la Vigilanza Rai, Franco Mirabelli (Pd) per la commissione Antimafia.

M5s e Lega nei prossimi giorni discuteranno anche i nuovi capigruppo
– quelli scelti a marzo sono entrati nel governo. Per il Carroccio al Senato il favorito è l’umbro Stefano Candiani, mentre alla Camera è un derby Lombardia-Piemonte, tra Guido Guidesi e Riccardo Molinari.
Sul fronte della Rai, i siti di Camera e Senato pubblicheranno i curriculum degli aspiranti nuovi membri del Consiglio di amministrazione (ad aver fatto domanda tra gli altri spiccano i giornalisti Gianni Minoli e Michele Santoro). Il Cda scade il 30 giugno. Il M5S punta a tenere fuori i partiti dall’azienda mentre la Lega punta a valorizzare la “regionalizzazione” della Rai.
Ma vanno decisi i vertici anche della Cassa depositi e prestiti e di altre controllate. Per non parlare dei dirigenti dei ministeri, fondamentali per mettere in pratica il lavoro dei nuovi ministri.

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