Roma, 17 mar – Eccolo il 17 marzo, giornata mondiale delle torte. Oddio, in teoria sarebbe l’anniversario dell’Unità d’Italia, che ovviamente abbiamo doverosamente celebrato. Una cosuccia da niente. Giustamente qualcun altro, ovviamente nel mainstream, non la pensa come noi.

La fantastica giornata mondiale delle torte

Si parla di SkyTg24. Sono loro che il 17 marzo lo dedicano, in un articolo caramelloso, zuccheroso e pure un po’ cioccolatoso, alla giornata mondiale delle torte. Sgombriamo il campo: in tutta la homepage non c’è traccia dell’anniversario di unità nazionale. E se da qualche parte, molto nascosto, esiste un trafiletto, noi non lo abbiamo visto. Se pure ci fosse, sarebbe cosa forse ancora più penosa della totale assenza. Quindi preferiamo questa versione dei fatti.

Dicevamo, le torte sono argomento senz’altro più rilevante delle nostre origini. Poi sappiamo bene che gli italiani non sono patriottici, non vogliono bene alla propria terra, non la curano e non se ne interessano. E come potrebbero mai, ci si chiede, se i media mainstream danno più importanza a zuccheri e dolciumi che agli anniversari storici della propria stessa esistenza. Perché tra una torta caprese, una della nonna, una sbriciolata e una cassata siciliana non c’è spazio per Garibaldi, Cavour o Mazzini. Ci sembra assolutamente logico. Davvero non riusciamo a capire come mai gli italiani non siano patriottici. È un mistero enorme che ci porteremo nella tomba.

La tristezza delle “giornate mondiali”

Ieri, 16 marzo, era la giornata mondiale della felicità. Ironico, per non dire pure abbastanza ridicolo. Sembra che le giornate mondiali, in qualche maniera, generino una propensione estrema verso la ridicolaggine e l’idiozia. C’è qualcosa di male, in sé, in una “giornata mondiale”? Ovviamente, no. Ma forse è la sua inflazionata misura a dare una dimensione di un approccio abbastanza irrealistico all’esistenza, fatta sì di passioni e di argomenti specifici dilettevoli. Ma anche di cruda visione, di fatti terribili, di impegno. E diciamolo, “fa ridere” che ieri l’Ansa abbia addirittura rilanciato un elenco di libri da leggere nella suddetta “giornata della felicità”. Mentre russi e ucraini se le danno di santa ragione e mentre gli europei occidentali rischiano freddo o fame per non morire di freddo. Per carità, le distrazioni ci stanno, e Dio benedica le passioni, in una vita colma di sofferenze. Ma la distanza siderale dalla realtà è una cosa un po’ diversa, specialmente quando è istituzionalizzata.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. I giorni, mesi, anni, numeri sono cose serie eppure o forse proprio per questo di trascurata comprensione. Dalle idi di marzo…, siamo passati al diabete… e al voler morire in una pasticceria, nel migliore dei casi.
    Dai Santi siamo passati alle “madonne”!

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