Roma, 17 mar — Lancio di sassi di grosse dimensioni contro una pattuglia di vigili urbani nei pressi del famigerato campo rom di via Salone a Roma. Da un luogo che da anni culla situazioni di estremo degrado e delinquenza, è partita una sassaiola verso le forze dell’ordine che stazionavano nei paraggi, culminata con il lancio di un pietrone di notevoli dimensioni sull’auto della pattuglia del VI gruppo Torri. Solo per miracolo il macigno non ha colpito fatalmente gli agenti. L’episodio è avvenuto ieri sera intorno alle 20.

Rom lanciano sassi contro la polizia 

Stando a quanto riportato da RomaToday, a denunciare l’ennesimo caso è stato Marco Milani, segretario romano aggiunto del Sulpl (Sindacato unitario lavoratori polizia locale).  «Il masso scagliato contro i colleghi impegnati nel piantonamento del campo nomadi di via di Salone, cui va tutta la nostra solidarietà», denuncia Milani «riporta alla luce una serie di annosi problemi che vanno dai piantonamenti di facciata richiesti agli ingressi dei campi rom ai caschi bianchi romani, fino ai mancati riconoscimenti legislativi e contrattuali, dei particolari rischi cui si espone chi svolge una attività di sicurezza urbana, rispetto al resto dei lavoratori comunali».

Campi nomadi allo sbando

A questa situazione, già di per sé problematica, si aggiunge «il completo abbandono negli ultimi tempi, di una efficiente politica di controllo all’interno dei campi, purtroppo da sempre, enclave di illegalità, anche a causa dell’elevata concentrazione di soggetti con vissuti criminali importanti». Milani sottolinea come «Persino reparti come lo Spe (Gruppo sicurezza pubblica ed emergenziale ndr), nati con la funzione di controllare l’emergenza nomadi, hanno abdicato a questa loro precisa funzione, risentendo della mancanza di una chiara  politica di indirizzo del corpo e del riordino professionale dello stesso».

Gli fa eco Sergio Fabrizi, del coordinamento nazionale della Ugl – polizia locale: «Ricordiamo che da diversi anni la sola polizia Locale è chiamata al presidio fisso dei campi nomadi per il controllo dell’accesso negli stessi consentito solo agli autorizzati. C’è bisogno ora che venga fatta chiarezza sull’accaduto per capire se si tratti di una intimidazione per l’insofferenza del campo verso il mantenimento di queste politiche di gestione nei loro confronti, come anche apparso pochi giorni fa sul sito di Roma Capitale, oppure di una grave goliardata a danno dei colleghi in servizio».

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Bell’articolo, bello, piacevolissimo, esplicito ed intuitivo. Si, ma poi? aspettiamo un altro giornalista più bravo che ne scriva uno ancora più bello, più piacevole, esplicito, intuitivo, oppure si prendono provvedimenti? Intanto aspettiamo che al sindaco passi il prurito così smette di grattarsi; deve essere un prurito molto forte, Ci vuole pazienza, aspettiamo.

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