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Oltre gli screzi con Macron, cosa ci dice la strategia della Meloni in Europa

by Stelio Fergola
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Meloni strategia Europa

Roma, 10 feb – Giorgia Meloni sta tentando di invertire le tendenze in Europa, e questo pare chiaro, al netto di qualsiasi giudizio positivo o negativo sull’operato del suo governo. In particolare lo mostra, con una certa nettezza, la reazione del presidente del Consiglio alla “cena a tre” organizzata da Emmanuel Macron con Olaf Scholz e Volodymyr Zelensky a Parigi, senza averla né interpellata né invitata.

Meloni, l’Europa contro la Francia e la Germania

Il tentativo c’è, ed è evidente. Meloni prova a radunare attorno a sé i peggiori malesseri degli Stati membri, cercando nelle insofferenze di molti di essi (su tutte, quelle sull’immigrazione clandestina discussa al Consiglio straordinario di ieri). Al contempo, tenta di trasformare quello che è a tutti gli effetti uno sgarro dettato da una superiore forza politica e diplomatica (quella francese, ma anche tedesca, rispetto ad un’Italia che è stata immobile per decenni), a suo favore. In parole poverissime: trasformare un’offesa in opportunità.

Un “contro-isolamento”?

Questo pare l’approccio. Il governo cerca di “contro-isolare” Francia e Germania nel contesto europeo. D’altronde, le stesse dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani ieri sembrano andare in quella direzione, specie quando il titolare del dicastero definisce “gaffe” quella francese. Sulla stessa linea le polemiche del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti contro la visita dei ministri dell’Economia francesi e tedeschi negli Stati Uniti. Sia ben chiaro, per ora è un atteggiamento giusto, ma è difficile che sia risolutivo di qualcosa, per lo meno nel breve. La indiscutibile potenza politica di Francia e Germania (nel contesto Ue e lasciando perdere quello mondiale, dove l’europeo più pulito “ha la rogna”, per usare espressioni gergali) non si raggiunge, d’altronde, in un giorno, né con alcuna bacchetta magica. Però la strategia di tentare di mettersi a capo di tutto il resto d’Europa è, in qualche modo, propositiva e razionale. E va sostenuta. Sperando che, nel medio e lungo periodo, ottenga dei risultati.

Stelio Fergola

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