Alessandria, 21 ott — Spunta il nome di una donna nella gang di immigrati che a Casale Monferrato avrebbe accerchiato e massacrato a sprangate il 35enne Cristian Martinelli, deceduto due giorni dopo per le gravissime lesioni interne causate dalle botte.

Assassinio Martinelli, continuano le indagini

Dalle indagini avviate dalla procura di Vercelli e condotte dai carabinieri di Casale e di Alessandria iniziano ad emergere elementi che attesterebbero a vari elementi del branco la responsabilità del pestaggio mortale avvenuto una settimana fa. Si tratta di un gruppo di giovani — ma non è l’unico presente in quella zona — che da tempo terrorizza i passeggeri in transito nella stazione monferrina con angherie, furti, rapine, minacce. Le vittime vengono scelte accuratamente dal branco di «italiani di seconda generazione» tra gli studenti isolati che salgono sul treno all’uscita della scuola, secondo unos chema criminoso da banlieue che si ripropone sempre più frequentemente nelle città del Nord Italia.

La donna sceglieva le vittime e istigava il branco

Ma mai, prima di settimana scorsa, si era verificato un massacro messo a punto con tanta bestialità. A rendere il fatto ancora più tragico è la motivazione alla base dell’assassinio: un paio di occhiali di Versace che Martinelli si era rifiutato di consegnare alla gang. E stando alle indiscrezioni emerse e rivelate da La Stampa Alessandria, sarebbe proprio la donna (una diciottenne molto legata al moldavo arrestato per l’omicidio) a istigare il pestaggio e scegliere abitualmente le vittime delle angherie del branco. Branco, come riferiscono alcuni testimoni, formato da una quindicina di elementi minorenni e maggiorenni, quasi tutti residenti a Casale. L’unico arrestato, il ventenne moldavo Nicolae Capstrimb, si rifiuta di fare i nomi dei componenti.

Lascia senza parole il fatto che, nonostante l’aggressione si sia verificata in un orario di grande affollamento (tra le 13 e le 14, ora di punta per gli studenti che rientrano a casa dopo la scuola) nessuno sia intervenuto in difesa del Martinelli o si sia degnato di chiamare le forze dell’ordine.

Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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