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Wuhan 9 feb – Si è conclusa con un sostanziale nulla di fatto la missione degli scienziati Oms a Wuhan per risalire alle origini della pandemia di coronavirus. Dopo un mese di indagini e di raccolta dati, agli esperti dell’Organizzazione è chiara l’origine animale ma non è stato possibile stabilire quale sia stato «l’esemplare ospite».

La delegazione Oms a Wuhan torna con un pugno di mosche in mano

Il professor Lian Wannian, capo della delegazione di 17 esperti cinesi che ha affiancato la missione dell’Oms, ha così spiegato nel corso di una conferenza stampa avvenuta a Wuhan stamattina: «Pipistrelli e pangolini sono i più probabili candidati alla trasmissione, ma i campioni di coronavirus trovati in quelle specie non sono identici al Sars-Cov-2». Insomma, se è certo «che sia di origine animale, quest’ultimo non è ancora stato identificato». Crolla miseramente quindi l’ipotesi-pipistrello portata avanti e data per buona dagli scienziati per tutto il 2020? Non solo: «L’elevata suscettibilità di visoni e gatti al Sars-Cov-2 suggerisce che potrebbero esserci altri animali che fungono da serbatoio, ma la ricerca è insufficiente».

Origine animale, ma non si sa quale

Lo conferma anche il capo della missione dell’Oms a Wuhan, Peter Ben Embarek: «Tutti i dati che abbiamo raccolto sin qui ci portano a concludere che l’origine del Coronavirus è animale». E ha poi precisato: «Il lavoro sul campo su quello che è successo all’inizio della pandemia non ha stravolto le convinzioni che avevamo prima di cominciare. I dati puntano verso i pipistrelli, ma è improbabile che questi animali si trovassero a Wuhan. Non è ancora possibile individuare l’intermediario animale per il Covid».

Esperti Oms a Wuhan stroncano la teoria sull’origine in laboratorio

Sulla teoria – supportata da svariati studi – che vede il coronavirus creato in laboratorio mettiamoci invece una lapide sopra. Per gli scienziati «la possibilità che la diffusione del nuovo coronavirus derivi da un incidente collegato a un laboratorio» è «estremamente improbabile». Embarek a tal proposito ha raccomandato di non condurre ulteriori studi. «Non è un’ipotesi che implica di suggerire studi futuri a sostegno del lavoro per comprendere le origini del virus», ha proseguito. Di fatto sbarrando la strada sull’ipotesi della «fuga dal laboratorio» e sterzando senza se e senza ma sull’origine zoonotica. Embarek ha anche aggiunto che «sappiamo che il virus può sopravvivere nei cibi surgelati, ma non sappiamo ancora se da questi si può trasmettere all’uomo. Su questo servono più ricerche».

Il tracciamento a livello globale continua

Gli esperti Oms rilanciano poi la tesi, estremamente gradita ai cinesi, che il virus si sia sviluppato altrove, anche molto lontano da Wuhan, contemporaneamente o prima del focolaio al mercato Huanan. A questo proposito le operazioni di tracciamento dell’origine del Covid-19 procederanno nel resto del mondo «non vincolate ad alcuna località». In quanto «potrebbe esserci stata una circolazione non dichiarata del Coronavirus in altre regioni prima di Wuhan».

Cristina Gauri

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