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Roma, 26 mar – L’intera redazione del mensile Donne Chiesa Mondo, fondato nel 2012 e  che fa capo a sua volta all’Osservatore Romano si è dimessa.

Lucetta Scaraffia, direttrice e fondatrice della rivista (nonché storica femminista, docente presso la Sapienza di Roma di Storia contemporanea alla Sapienza)  ha naturalmente seguito questo iter: i motivi della scelta della sono raccontati in una lettera ed in un editoriale. La missiva è stata direttamente inviata a Bergoglio.

La missione del mensile Donne Chiesa Mondo

Il mensile aveva come peculiarità quella di trattare della posizione della donna all’interno della Chiesa cattolica e, inoltre, di avere una redazione completamente al femminile – storiche, teologhe e studiose. Ultimamente Donne Chiesa Mondo si era occupato invero di un’inchiesta piuttosto scomoda, quella relativa allo sfruttamento delle religiose, ovvero delle suore. Secondo l’inchiesta del mensile diretto dalla Scaraffia, infatti, le religiose sono  per lo più lavori domestici nelle strutture della Chiesa, quindi anche in residenze private di alti prelati o semplici religiosi dove, oltretutto, subirebbero anche abusi sessuali. Intervistata dal Post, Lucetta Scaraffia ha dichiarato: “Noi avevamo una linea diversa, sulla condizione delle donne, eravamo molto più critiche sulla questione degli abusi”: la “linea diversa” è da riferirsi a quella dell’Osservatore Romano.

“Pressioni dall’alto”

La Paraffia ribadisce il concetto delle pressioni “dall’alto” con una “selezione di donne” forzata. “Si rinuncia a ogni possibilità di aprire un vero dialogo, libero e coraggioso, fra donne che amano la Chiesa nella libertà e uomini che ne fanno parte. Si torna all’autoreferenzialità clericale e si rinuncia a quella parresia tante volte chiesta da papa Francesco, nella cui parola e nel cui magistero tanto ci riconosciamo”. E quindi passata al commiato: “Di conseguenza non possiamo che dichiarare concluso il nostro lavoro, interrotto bruscamente benché ci siano ancora progetti aperti. Ma riteniamo necessaria questa scelta per salvaguardare la nostra dignità”.

Gli abusi sessuali sulle religiose

Non solo: nella lettera indirizzata al Papa si torna sulla spinosa questione degli abusi sessuali sulle suore, e per di più commessi da religiosi. Questi delitti furono già denunciati, sin dagli anni Novanta: ma sono stati ammesi dal Papa solo poco tempo fa. “Non siamo state noi a parlare per prime delle gravi denunce dello sfruttamento al quale numerose donne consacrate sono state e sono sottoposte sia nel servizio subordinato sia nell’abuso sessuale” scrive la Scaraffia m”a lo abbiamo raccontato dopo che i fatti erano emersi, anche grazie a molti media. Non abbiamo più potuto tacere: sarebbe stata ferita in modo grave la fiducia che tante donne avevano riposto in noi. Ora ci sembra che un’iniziativa vitale sia ridotta al silenzio e che si ritorni all’antiquato e arido costume della scelta dall’alto, sotto il diretto controllo maschile, di donne ritenute affidabili.”

Il nuovo direttore dell’Osservatore Romano

In breve, secondo la Scaraffia, vi sarebbe una volontà di affossare questa spinta vitale femminile all’interno della Chiesa e il “colpevole” di questa nuova linea guida altri non sarebbe che Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano dal dicembre 2018. La Scaraffia ha quindi dichiarato che, con ogni probabilità, il mensile andrà avanti “con delle donne scelte da lui”. Quindi il Vaticano predica bene sull’accoglienza degli immigrati fino a spingere pubblicamente per l’approvazione dello ius soli e poi, in seno suo, parrebbe che la discriminazione sia una prassi e per di più nei confronti di donne appartenenti alla stessa missione. 

Ilaria Paoletti

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