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Bella, bianca e italiana. Dorothea Wierer, la campionessa di Biathlon che non piace ai buonisti

by Cristina Gauri
54 comments

Roma, 26 mar – Nessun italiano prima di lei era mai riuscito a sconfiggere gli atleti scandinavi e vincere una Coppa del Mondo generale di biathlon. Dorothea Wierer, 28 anni, altoatesina, è riuscita nell’impresa una settimana dopo aver vinto la stessa prova ai Mondiali svedesi di Ostersund. Il biathlon, ricordiamo, è uno sport invernale, tradizionalmente praticato dalle popolazioni nordeuropee: rievoca le antichissime usanze delle popolazioni nordiche (le prime testimonianze ci sono pervenute tramite pitture rupestri del III° millennio prima di Cristo) che cacciavano e si facevano la guerra sugli sci nelle grandi distese innevate. Da qui la fusione dello sci di fondo lungo percorsi di lunghezza variabile con il tiro a segno con carabina .22 lr a vista da cinquanta metri, a terra o in piedi. In Italia è praticato esclusivamente sulle Alpi, per lo più in Alto Adige.

La forza tranquilla di Dorothea

Ed è da lì che viene Dorothea, bella, bellissima, l’esemplificazione della “forza tranquilla”, composta dall’inizio alla fine delle gare, regalmente umile nella vittoria. Italiana, troppo forse, per trovare spazio nella trasmissioni di Fazio & compagnia strisciante; o per trovare echi nelle bacheche social di tutti i soloni buonisti con il fetish morboso per le “atlete italiane con la pelle scura”, in realtà più razzisti di chi additano come tale. Non sgomita, non “scoatta” sui social come Balotelli, non si presta ad essere uno spot elettorale pro ius soli come Kean, non rivendica diritti, non dice “le italiane siamo noi” dopo aver vinto una medaglia. Non ha bisogno di dirlo, lo è. Ed è straordinariamente bella, incarna un’ideale estetico antico, sano, in un’epoca di Conchita Wurst, uomini incinti o modelle obese: una bellezza che non è fine a sé stessa, ma si esprime nell’azione. Qualcosa che è completamente alieno alla narrazione di una certa agenda ideologica.

Dorothea Wierer

E poi è colpevole. Colpevole di praticare uno sport dalle origini antichissime, dove si usano le armi e che richiama un passato di sopravvivenza e lotta: e in un’epoca di piagnistei, di diritti concessi al solo schioccare delle dita, di corsie preferenziali e quote rosa parlare di caccia e guerra è oscenità. Tra i vari sensi di colpa, dobbiamo farci carico anche quello di essere bravi con le armi, come sentenziava con il ditino alzato il giornalista dell’Huffington – il quale evidentemente fa parte di quella schiera di persone che ha dimenticato tutto della propria Storia, tranne le date segnate sul calendarietto dell’Anpi: “Non riusciamo a vedere molta gioia sportiva nel colpire un piattello, nessuna felicità nel centrare un bersaglio imbracciando carabine o fucili da caccia. E l’eco degli spari risuona inquietante, mentre la retorica che l’accompagna persino oscena”. Questione di punti di vista, a noi sembra molto più inquietante e oscena la resa bovina e incondizionata al pensiero unico.

Cristina Gauri

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54 comments

Bello, bianco e italiano. Dorothea Wierer, il campione di biathlon a cui non piacciono i giocatori 26 Marzo 2019 - 4:58

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altravox 26 Marzo 2019 - 5:26

seguo da molto tempo il pregiatissimo Primato Nazionale;

e la vostra valente Cristina Gauri mi sembra un recente ingresso nel Team;

complimenti a Lei davvero, per inanellare uno dietro l’altro degli azzeccatissimi pezzi precisi come
i bersagli della nostra Dorothea, Campionessa Italiana !

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Giorgio 26 Marzo 2019 - 6:00

Forse per H.P. colpire un pallone che pesa come mezzo litro di latte è un invenzione di Platone o divertirsi su un campetto con due racchette e una pallina gialla, oppure correre come trottole attorno a una pista come faceva Mennea … è sport, punto ed a tanti piace cosi’ come il tiro al piattello, non è la caccia alla volpe.
C’è da chiedersi piuttosto perchè certi atleti, calciatori seminino ostilità ed altri no: per esempio Balotelli che sembrava una società di polemiche ambulanti e C. Seadorf: 300 partite nel Milan e ricordo ben pochi fischi o commenti

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Tommaso 26 Marzo 2019 - 7:30

Ma chi ha scritto questo articolo??? Sicuri di stare bene?

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Valk 27 Marzo 2019 - 6:23

Estinguiti troll.

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Carmelo 26 Marzo 2019 - 8:06

Complimenti per l’articolo. Infatti è una vergogna che in RAI ne abbiamo parlato pochissimo, per niente, e che non abbiano trasmesso le gare, almeno i mondiali.

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Silvia Scabini 26 Marzo 2019 - 9:39

Bellissimo articolo, condivido pienamente. Ho seguito le gare della Wierer, orgogliosamente italiana con la sua carabina tricolore, e di tutta la Nazionale, bravissimi a tener testa ad atleti più quotati. Non sono stati celebrati da nessuno a livello mediatico, ma io sono orgogliosa di tutti loro.

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Costanzo 26 Marzo 2019 - 10:00

Wierer? È crucca non Italiana..
La considerate Italiana solo perché bianca ma non cambia nulla rispetto ad un africano con madre o padre italiano

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Markus 27 Marzo 2019 - 2:15

Se tu alla Doro dici crucca… io a te dico – IDIOTA

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Franco 27 Marzo 2019 - 5:15

chiedi a Lei se si considera “crucca” …..ho sentito pochi italiani considerati veri, parlare con tanto orgoglio per una vittoria. Ma almeno hai visto le gare? Se poi consideriamo che il biathlon in Germania è seguito al pari del calcio ( visto gara dove hanno trionfato Wierer ed Hofer in coppia, con poligono nello stadio e 70.000 dico 70.000 persone a seguire) allora si puo’ considerare crucca! Pero’ per un mondiale riceve premio di poche migliaia di Euro, facendosi un culo della madonna, alla faccia dei calciatori ricchi e piagnoni!

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Valk 27 Marzo 2019 - 6:24

Cambia eccome. Gli Italiani sono BIANCHI. Punto.

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Manuel 27 Marzo 2019 - 6:31

E tu un coglione. Con affetto dall’Alto Adige.

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Markus 28 Marzo 2019 - 7:27

Tu la chiami crucca
Io ti chiamo idiota

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Gerry 29 Marzo 2019 - 8:08

Sparisci troll

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giancarlo penasa 20 Maggio 2019 - 1:35

sei tu sei italiano io sarei orgoglioso di essere un crucco.

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Maria Concetta 26 Marzo 2019 - 11:27

Analisi lucida e perfetta.Domina il politicamente corretto che finisce per essere “scorretto “e domina uno strisciante razzismo al contrario che relega in secondo piano le gesta degli atleti non di colore,dando risalto a sportivi di poco spessore come Balotelli,tanto per citarne uno.

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Andrea Prandelli 26 Marzo 2019 - 11:51

Con questo commento ci tengo a precisare che un articolo così è aria fresca in un mondo come sopra descritto. Perfetto dall’inizio alla fine e azzeccato in ogni minima osservazione. E parlando di un eccellenza italiana, come lo è stata questa ragazza, punzecchia qua e la quel buonismo e perbenismo dilagante che altro non farà che peggiorare tutto.
Complimenti per questo articolo

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Giovanni Tortorelli 27 Marzo 2019 - 12:35

Ottimo metodo per trasformare un fantastico risultato sportivo in una squallida sequenza di disgustose considerazioni di propaganda di taglio bassissimo. Se Dorothea leggesse questa spazzatura le verrebbe la nausea

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Valk 27 Marzo 2019 - 6:26

E chi lo dice? Come ti permetti di parlare a nome di altri?

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Gerry 29 Marzo 2019 - 8:13

Risposta più strumentale di così non potevi scriverla, dai, piccolo troll, torna a cuccia….

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Mauro 27 Marzo 2019 - 12:35

Ma che cazzo di articolo . seguo il biathlon da sempre e non mi sono mai posto il problema di che colore fosse la pelle degli atleti per cui tifo e comunque forza dorho

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Gerry 29 Marzo 2019 - 8:19

Per te giustamente è normale, ma per i deviati perversi mentali di sinistra VA SPECIFICATO, hai visto/sentito la notizia nei loro programmi?

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christian buzio 27 Marzo 2019 - 1:04

Bellissimo articolo!

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Valentina 27 Marzo 2019 - 1:32

Bianca?? Che tipo di qualità sarebbe? Siete razzisti e misogeni. E a scrivere l’articolo é una donna! Ma si può essere così stupidi? Rendete questo mondo un posto peggiore. Siatene consapevoli.

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Valk 27 Marzo 2019 - 6:28

Cieca buonista indottrinata, che vede razzismo ovunque, dove vede la misoginia qua? Ma torni a scuola…

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Cavolo fritto 28 Marzo 2019 - 3:12

Guardando a quanti cavoli di commenti ha risposto, valk, mi verrebbe da pensare che uno che non ha niente da fare nella propria vita tranne che rispondere male alla gente su internet non possa decisamente chiedere a qualcuno di andare a scuola. Se avesse risposto dicendo semplicemente la sua idea anziché insultando e offendendo avrebbe tranquillamente potuto avere ragione. Purtroppo di questi tempi l estremismo, l’odio per qualcuno che non è italiano e la ottusità di milioni di persone che credono in idee razziste sono diffusi ovunque e l’hanno contagiata. Spero si rimetta presto da questa terribile malattia che affligge milioni di italiani.

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Bracco 30 Marzo 2019 - 11:36

Se questa “malattia” affligge milioni di italiani ci sarà un motivo.E nulla c’entra il Primato Nazionale o quei rarissimi organi di stampa di destra.
Sembra che te ne guardi bene dal parlare invece di un potere dominante che vuole imporre il suo punto di vista in maniera coercitiva

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Flavio Zabini 28 Marzo 2019 - 11:55

In quanto egalitarismo e femminismo si basano sulla sovversione di ogni valore e sul capovolgimento di ogni verità (e qualcuno più sapiente di me lo ha detto più di 100 anni fa!), essere tacciati di “razzismo” e di “misoginia” è segno di essere giusti nel pensiero e soprattutto sani nell’istinto!

Saluti da un frequentatore di Sils Maria!

P.S.
…senza dimenticare che tanto l’antirazzismo quanto il femminismo hanno l’induzione del senso di colpa e l’uso “obliquo” (ovvero semanticamente distorto e vigliaccamente indiretto) della parola, ovvero il vittimismo, come armi di guerra…non avendo quelle proprie ai guerrieri (forza, onore coraggio).

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Ale Tagliaro 27 Marzo 2019 - 8:34

Bell articolo, complimenti. In poche righe sono state dette molte verità. Personalmente mi auguro che Dorothea continui a non essere spot elettorale, social addicted o quant altro. Esempio di bellezza, di grande talento e serietà. Al diavolo i buonisti e la strepitosa, fantastica, epica goleada della nazionale di calcio contro una squadra di dilettanti

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Andrea 27 Marzo 2019 - 8:37

Un articolo molto forte. Cara Cristina, sono rimasto colpito dall’eleganza con cui scrive. Sono d’accordo su quanto detto di Fazio, del buonismo e compagnia strisciante…molto profondo quanto detto sulla caccia e sulla bellezza della nostra campionessa. Discutibile l’argomentazione su quote rosa, pelle nera e modelle obese! In ogni caso per me è stato un articolo molto interessante. Non conosco la rivista

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Laura 27 Marzo 2019 - 12:33

Una professionista seria, una bellissima ragazza che non starnazza

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Vitalja 27 Marzo 2019 - 1:34

Lei è altoatesina, e di madrelingua tedesca, e come tutti gli autoctoni di qui (sono corregionale) non si sentono affatto italiani!quindi poco farne un pregio, gliene frega nulla di sbandierare una nazionalità che non la rappresenta. Se poi l’articolo è incentrato principalmente sulla sua bellezza (e quella di usare armi) e non sui risultati, niente premio pulizer per stavolta…

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Flavio Zabini 28 Marzo 2019 - 11:58

Come frequentatore assiduo dell’Alto Adige, mi sento molto più vicino ai “tedeschi” del luogo che non agli “africani” (con o senza cittadinanza) sbarcanti. Questo era il senso dell’articolo. I vecchi rancori fra Europei risalenti alla prima guerra mondiale devono essere abbandonati nella comune difesa della “grande patria” indoeuropea!

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Giulia 27 Marzo 2019 - 1:48

Bell’articolo, peccato non possa averlo in versione cartacea perché in tal caso avrei riutilizzato la carta in bagno al posto della carta igienica. Il pezzo che più mi ha fatto rabbrividire è stato questo però :”incarna un’ideale estetico antico, sano, in un’epoca di Conchita Wurst, uomini incinti o modelle obese”…vi rendete conto che siamo nel 2019 e scrivete ancora di ideale estetico? Ideale estetico secondo chi?

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Flavio Zabini 28 Marzo 2019 - 11:59

“l’ideale che non ha tramonti, la bellezza che non sa dolori”. G. D’A

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Francis 27 Marzo 2019 - 2:14

Forza Süd Tyrol!

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Marco Cas 27 Marzo 2019 - 2:44

Renzi mi è antipatico però 3 anni fa l’aveva ricevuta a palazzo Chigi

https://www.olimpopress.it/dorothea-wierer-ricevuta-dal-premier-renzi-palazzo-chigi/

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Federico 27 Marzo 2019 - 5:11

Se avesse vinto l’italiana vera Vittozzi sono sicuro ci sarebbe stato un risalto molto maggiore
. Purtroppo per la povera Italia solo 4 atleti possono vantare medaglia campionati e coppa di specialità generale; Gustav Thöni, Gerda Wassesteiner , Armin Zoggler e Dorothea Wierer. Italianissimi! Io personalmente, da Trentino sono fiero di loro.

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Vincenzo 28 Marzo 2019 - 12:11

Ma di che problemi soffrite, paragonare star del calibro di Balotelli e Kean con sta ragazza, che sicuramente è un’eccellenza, ma è ovvio che non faccia parlare di sé quanto dei calciatori, soprattutto se il nostro ministro degli interni non fa altro che parlare di immigrati.
P.S. parlate tanto dei buonisti(che poi che cazzo vuol dire) ma neanche il capitone gli ha dato chissà quale visibilità, sarà mica che a lui non serve per farsi propaganda?

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Flavio 28 Marzo 2019 - 12:06

“Buonista” è chiunque voglia imporra la morale degli schiavi (il vecchio cristianesimo) ammodernata in “politiacamente corretto”: uguaglianza, bontà “bovina” (insomma, da animale da gregge) come virtù, eccetera, ovvero tutto quanto nasce dalla debolezza e quindi condice alla decadenza.
Quello che voi chiamate “cattivismo” altro non è se non il ritorno alla “morale dei signori”, a quella virtù intesa come abilità, sciolta dalla morale (cristiana), e invece sorella della forza (intesa come valore fondate di civiltà ed elemento spirituale e storico di ascesa: vis-roboris, stessa radice tanto di virtus quanto di “saldo-come-una-quercia”). Chiaro ora?

P.S.
Definire “star” gente che sa solo correre dietro ad un pallone e sminuire questa fanciulla capace di eccellere in qualcosa di “guerriero” definisce non solo e non tanto il tuo livello culturale, quanto la tua inadeguatezza innata al grande, al nobile, all’eroico. Evidentemente discendi da una progenie di Iloti, non dagli Spartiati….

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Vincenzo 28 Marzo 2019 - 12:14

Così poco celebrata che Fazio ne parla in diretta Domenica sera, ridicoli voi de il primate nazionale…

Reply
Francesco 28 Marzo 2019 - 1:56

Bell’articolo. Bell’articolo de merda. Come se il colore della pelle rendesse qualcuno più italiano di altri. Ennesimo spreco di cervello, altro brutto colpo per il giornalismo italiano. Estinguetevi, Neanderthal.

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Gerry 29 Marzo 2019 - 8:27

ZITTO TROLL

Reply
Pietro 28 Marzo 2019 - 2:00

Ma voi siete fuori! Spazzatura vera

Reply
Gerry 29 Marzo 2019 - 8:29

Fa male la verità?
Ma sta zitto e goditi l’italianità altoatesina di questa stupenda fanciulla

Reply
Antonio 29 Marzo 2019 - 9:28

Domandina: ma certi articoli li scrivete da sobri?

Reply
nick900 31 Marzo 2019 - 3:53

…con la tua risposta hai dimostrato di fare parte anche tu del clan dei “borrachos” o forse dovrei dire .. sinistrati, spero vi estinguiate presto….

Reply
Nunzio 29 Maggio 2019 - 6:37

Chi è l’austroungarico che vive così male da scrivere un articolo del genere?

Reply
Anam 7 Marzo 2020 - 4:57

Cosa significa razzismo al contrario?Ne esiste uno che percorre un verso corretto?Bhè sí, questo articoletto ne è la prova.
Pulirò con l’amuchina la cronologia del mio vecchio telefono e spero che funzioni ancora.

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Claudio 23 Agosto 2021 - 8:37

E no, Flavio. Il tentativo di edulcorare la morale dei signori in semplice abilità è un maldestro celarsi. I signori comandano non perché sono più competenti ma perché sono i più forti e, in sintesi, hanno ucciso di più. Sii nuetzschiano fino in fondo, non edulcorarti con l’abilità. L’al di là del bene & del male lo invoca anche Totò Riina: è forte, è combattente, è coraggioso, ha lanciato la sua sfida al cielo della mafia e ha vinto, è sicuramente amorale ed è un fondatore. Forse è l’ora di superare Nietzsche, a destra. E non mi parlare di valori, perché Nietzsche ,relativista, lo fai rivoltare nella bara . E poi:nemmeno gli evoliani, ammesso che esistano più, si eccitano a cercare le proprie radici in Sparta, dando degli “iloti” agli altri. A proposito: sai che a Sparta l’omosessualità era non tollerata ma incoraggiata?

Reply
Claudio 23 Agosto 2021 - 8:48

Gli altoatesini simbolo di italianità…questa la dovevo ancora sentire! Non parlano italiano, e se tu non parli tedesco non puoi lavorare in una amministrazione pubblica atesina! Il fatto è che a qualcuno piace il colore della brava tizia,e basta . Ma non si spinge a dirlo . Che brutta fine ha fatto il nazionalismo !

Reply
Claudio 23 Agosto 2021 - 8:52

I peggiori sono i lettori di un solo autore. Leggi qualcos’altro , molto altro, oltre a Nietzsche, che è un poeta, non un filosofo. Non sei un guerriero, ahimè. Che brutta fine ha fatto il nazionalismo!😪

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