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Roma, 5 ott – Nessun accordo, nemmeno qualora andasse al ballottaggio. Luca Marsella, candidato presidente di CasaPound Italia nel X Municipio di Roma, cioè a Ostia, parla chiaro: “Quando saremo al ballottaggio contro il M5S, non faremo accordi e alleanze con altri partiti, tantomeno con il centrodestra. L’accordo lo faremo con i loro elettori stringendo un patto: quello di portare le loro istanze in consiglio. Nessun accordo neanche nella remota ipotesi di essere esclusi dal ballottaggio”. La consultazione si terrà domenica 5 novembre, dopo quasi tre anni di commissariamento. Nel 2015, infatti, il X Municipio venne sciolto per infiltrazioni mafiose dopo lo scoppio di Mafia Capitale con l’allora presidente, Andrea Tassone del Pd, che venne arrestato. Il sistema elettorale prevede che, se nessuno dovesse raggiungere la maggioranza assoluta al primo turno, si andrà al ballottaggio tra i due più votati. E uno di questi due potrebbe proprio essere Marsella, che i sondaggi danno tra il 7 e il 10%, ma che è in continua crescita. Merito di un lavoro capillare svolto sul territorio, che sta portando alla tartaruga frecciata molti consensi.

“Smentiamo le voci – dichiara quindi Marsella – che vorrebbero già avviato un dialogo: non c’è possibilità di confronto con chi ha già amministrato e fallito, con chi per 5 anni ha pagato le utenze agli immigrati dell’ex colonia Vittorio Emanuele o regalato teatri e posti di lavoro alla sinistra. La distanza dal M5S è la stessa da questo centrodestra che va dall’Udc a Noi con Salvini passando per il palazzinaro Marchini. Una coalizione che non riuscirebbe a governare nemmeno un giorno e con cui non vogliamo avere nulla a che fare. CasaPound ad Ostia può vincere perché ha il consenso di quartieri popolari, ma anche di commercianti ed imprenditori e lo ha in modo trasversale: prendiamo voti al centrodestra ma anche al M5S ed a sinistra. Non ci mischieremo con la vecchia politica per una poltrona – ha concluso Marsella – ed è necessario rimarcarlo”.

Roberto Derta

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