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Macerata, 2 mar – Pamela Mastropietro, la giovane romana fatta a pezzi a Macerata dopo essere fuggita da una comunità di recupero per tossicodipendenti, non è morta di overdose. A queste conclusioni sono giunti il medico legale Mariano Cingolani e il tossicologo Rino Froldi che, in questi giorni, hanno depositato alla procura marchigiana che indaga sul caso l’esito delle loro analisi sul cadavere della ragazza.
La morte, secondo quanto trapela dalla relazione dei due esperti, sarebbe da ricondurre a due o più ferite (presumibilmente da arma da taglio) al fegato. Esclusa invece l’overdose da eroina: Pamela ha assunto la droga – prova ne siano le tracce di morfina, “residuato” dell’oppiaceo, trovate in vari organi – ma non in quantità tali da causarne il decesso. E ancora: altre lesioni sarebbero state addirittura inflitte post mortem, prima del macabro squartamento del cadavere della giovane.
Si smonta così la prima (e ad oggi unica) versione fornita dal nigeriano Innocent Oseghale, che aveva asserito di essere fuggito dopo aver ceduto la droga a Pamela ma senza sapere spiegare cosa fosse accaduto nelle ore successive. Una ricostruzione smentita fra gli altri anche da un testimone, che li avrebbe visti insieme.

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. Neri bastardi, feccia africana barbara e tribale,cani infami che infangano il nostro suolo patrio………siamo in guerra e ci vogliono tribunali militari, non giudici figli dell’ignavia e politici vigliacchi collusi …….e ricorderò sempre che gentilone e minnito si son destati solo dopo che uno sconsiderato ha sparato a vanvera……… vergognatevi piddini impresentabili , di Pamela non gliene fregava nulla a questi cattocomunisti amici degli invasori.

  2. Esportiamo laureati e lavoratori ed importiamo cannibali, spacciatori, stupratori e assassini. Chi ha permesso tutto questo deve essere fucilato di schiena, senza onore!

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