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Roma, 17 gen – Nella prefazione della sua nuova fatica letteraria “Luci sulle strade della speranza” raccolta dei suoi insegnamenti magisteriali su migranti, rifugiati e tratta, pubblicata dalla sezione “Migranti e rifugiati” del Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, il Papa non perde occasione per prendere una netta posizione sulla questione dell’immigrazione e, forse, mandare un messaggio alla coalizione al governo. L’immigrazione secondo la prosopopea buonista del Pontefice non sarebbe assolutamente fonte di discordia o di problematiche, anzi: “I movimenti umani, pur generando sfide e sofferenze, stanno arricchendo le nostre comunità, le Chiese locali e le società di ogni continente”.

Inevitabilmente si arriva al parallelismo con la figura del Messia, anch’egli un “migrante” secondo una teoria sbandierata  da più esponenti della Chiesa ma non corretta anche secondo una piana lettura delle sacre scritture che torna utile in difesa delle “risorse” che giungono nel nostro Paese. “Gli esodi drammatici dei rifugiati” scrive Papa Francesco, sarebbero “un’esperienza che Gesù Cristo stesso provò, assieme a i suoi genitori, all’inizio della propria vita terrena, quando dovettero fuggire in Egitto per salvarsi dalla furia omicida di Erode”. La dichiarazione è l’ennesima in tal senso, e fa eco alle decine dello stesso tipo rilasciate da diversi preti pro immigrazione che durante le loro omelie amano mescolare sacro e profano e spesso a sproposito.

Questo rinnovare il messaggio a favore dei migranti del Papa arriva dopo un incontro a dicembre con il presidente Giuseppe Conte in cui i rapporti apparivano distesi e cordiali.
In realtà le relazioni tra Conferenza episcopale italiana e il governo sembrano essere sempre più tese, in una parabola che parte dalla vicenda della nave Diciotti, passa attraverso la “fuga” degli immigrati da Rocca di Papa per arrivare allo scontro sull’Ires. E’ di pochi giorni fa anche la dura critica del presidente della Cei Gualtiero Bassetti che ha “bacchettato” il governo a distanza elogiando la comunità di Torre Melissa, nel crotonese, che ha accolto dei migranti in difficoltà: “Sul migrante  stentiamo perfino a confrontarci con serenità, pronti come siamo a scaricare su di loro un malcontento sociale“.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. Indegno, irricevibile, offensivo, razzista e xenofobo contro gli italiani che mantengono lui ed il suo branco di lupi famelici…….. un papa cattolico che non conosce il coraggio e si comporta da vigliacco e codardo , al servizio della casta burocrate comunista ed assassina delle speranze di noi poveri sudditi e schiavi italioti………. Vomitevole.

  2. gli scritti di Francesco sono così importanti che Benedetto XVI li ha definiti “libretti che non ho avuto il tempo di leggere”… d’altronde basta sentirlo parlare

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