Roma, 17 gen – Picchiata selvaggiamente e derubata di sei cuccioli. E’ successo a Önnestad, nel sud della Svezia, dove un’allevatrice di cani golden retriever ha subìto una brutale aggressione da parte di alcuni stranieri che le hanno sottratto una cucciolata della preziosa razza. La 51enne Eivor Nilsson si trovava sulla soglia del canile, pronta ad aprire il cancello per permettere ai cuccioli di sgranchirsi le zampe in giardino, quando 3 uomini dal volto coperto l’hanno assalita. Hanno colpito Eivor in testa con un oggetto contundente e le hanno spruzzato in faccia dello spray urticante. “Sto per morire. Quindi la mia vita finirà a 50 anni, in questo modo?”, ricorda di aver pensato la donna prima di svenire.



Quando l’allevatrice è tornata in sé i tre uomini erano ancora li. Uno di essi ha cercato di spezzarle il collo, ma non riuscendoci si è limitato a legarle mani e piedi e coprirle la bocca con del nastro adesivo, il tutto mentre comunicavano in lingua araba. Nel fare ciò gli stranieri le hanno spezzato una gamba. I malviventi hanno portato via i sei cuccioli e si sono dileguati. La donna è riuscita in qualche modo a contattare la madre, che ha subito chiamato le forze dell’ordine e un’ambulanza.

I paramedici accorsi sul posto l’hanno prontamente portata all’ospedale dove le sono state riscontrate una frattura alla gamba, un danneggiamento della cornea e una profonda ferita alla testa. Intervistata da un quotidiano svedese, ha dichiarato: “L’aggressione è stata pianificata nei dettagli. Avevo pubblicato degli annunci di vendita dei cuccioli negli ultimi giorni, gli aggressori sapevano dove colpire”. E guarda caso, pochi giorni dopo l’attacco sono comparse delle inserzioni scritte in svedese stentato, in cui si vendevano esemplari di golden retriever a prezzo stracciato. La polizia sta tutt’ora indagando.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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