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Roma, 19 nov – Finalmente, dopo un lungo (e inspiegabile) silenzio da parte della politica italiana, qualcuno ha cominciato a parlarne anche nel nostro Paese. Ci riferiamo al patto Onu sull’immigrazione, altresì noto come Global Compact. Un accordo che – a poco meno di un mese dalla firma, prevista al summit delle Nazioni Unite a Marrakech il 10 e 11 dicembre – ha generato il malumore e poi il rifiuto da parte di nazioni come gli Stati Uniti, l’Australia, l’Ungheria, l’Austria, la Polonia ecc. In Italia, a schierarsi per primo contro il patto Onu è stato il leghista Guglielmo Picchi, sottosegretario al ministero degli Esteri, il quale ha di recente organizzato una conferenza sul tema presso la Camera, attraverso il suo Centro studi Machiavelli.

«Il Global Compact utilizza il tipico linguaggio burocratico delle cancellerie, zeppo di elenchi e concetti vagamente espressi. Dal titolo tuttavia si può notare un approccio nettamente in contrasto con gli obiettivi del governo italiano. Se quest’ultimo infatti è orientato ad una riduzione dei flussi verso l’Europa, il global compact si propone di gestire una migrazione continua, senza mai affrontare questioni numeriche», si legge nel rapporto stilato al termine dell’incontro. In sostanza, l’uomo della Lega alla Farnesina si dice deciso a sensibilizzare il suo partito sull’importanza di un rifiuto dell’accordo da parte dell’Italia. Un partito, quello del Carroccio, che finora – come fa notare il Giornale – non ha ancora preso ufficialmente una posizione chiara in materia.

Mariangela Zappia (destra), il nostro Rappresentante Permanente all’Onu, lo scorso 5 novembre ha garantito a Filippo Grandi (sinistra), Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), che l’Italia firmerà l’accordo

Il «Global Compact for safe, orderly and regular migration» (abbreviato in Gcm), ossia «Patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare», è articolato in 23 obiettivi e 54 punti per un totale di 34 pagine. L’accordo prevede una gestione globale e concertata dei flussi migratori e mira al rafforzamento dei diritti dei «migranti». Sebbene i suoi sostenitori assicurino che non si tratterebbe di un patto vincolante in termini di diritto internazionale e che la sovranità degli Stati in quanto a politiche migratorie rimarrebbe intatta, il testo del patto Onu contiene tuttavia 157 volte le parole «dovere» e «garanzia». E non pochi vi hanno intravisto un cavallo di Troia per aprire le porte all’immigrazione illegale di massa. Un pericolo che non pare però essere stato percepito da Mariangela Zappia, il nostro Rappresentante Permanente all’Onu, che lo scorso 5 novembre ha garantito a Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), che l’Italia firmerà l’accordo. Non ci resta dunque che attendere una presa di posizione ufficiale da parte del governo italiano. Perché è qui che si gioca la grande partita contro l’immigrazionismo.
Valerio Benedetti



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8 Commenti

  1. Pronta a dire NO? mi pare un’ovvietà, anzi come sempre in Italia non si parla di cose che poi, vanno ad ucciderci specialmente a breve termine…

  2. Bastano quelli che sono già in Italia a mangiare bere e dormire gratis senza fare niente dalla mattina alla sera a nostre spese e senza alcuna opportunità di lavoro per rendersi autonomi

  3. Non si parla di questo patto eppure é cosi’ importante. L’Italia vuole una migrazione intollerabile? Allora firmerà, ma le conseguenze saranno incontrollabili.

  4. […] La Germania altresì ha recentemente approvato un insieme di norme che prevedono, fra l’altro, l’espulsione immediata dei clandestini e l’ampliamento della detenzione preventiva per chi entra illegalmente nel Paese. Quanto alla reazione dell’Onu su questa problematica non dobbiamo dimenticare che l’attuale governo italiano si è rifiutato di firmare il Migration Compact. […]

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