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Roma, 19 nov – “Su quota 100 troppe promesse e conti sbagliati“. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, torna ad attaccare il governo Lega-M5S sul fronte delle pensioni. Anche se l’ennesima bordata contro l’esecutivo gialloverde potrebbe essere l’ultima, visto il cambio di governance che potrebbe mandarlo a casa.
“Il governo ci ha chiesto delle simulazioni e ne abbiamo fatte tantissime”, racconta il bocconiano radical-chic al Corriere della Sera. “Tutte implicano per forza che ci sia un forte incremento della spesa nei primi anni: all’inizio c’è un grande gruppo di persone che entra a carico del sistema pensionistico e ogni anno se ne aggiungono altre che maturano i requisiti, dunque la spesa non può che aumentare. L’idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto. Ma quando ho sollevato il problema, ho avuto solo aggressioni verbali e tentativi di screditarmi. A questo punto non vorrei si arrivasse a soluzioni incompatibili con le risorse accantonate. Noi all’Inps per primi ci troveremmo in una posizione difficile”.
“Quello che il governo deciderà, noi ci metteremo pancia a terra a realizzarlo. Come sempre”, promette Boeri, “Ma spetta all’Inps segnalare per tempo potenziali violazioni del patto intergenerazionale di cui è garante. Non vogliamo fare da parafulmine per reazioni a promesse non mantenute. I nostri dipendenti negli uffici territoriali subiscono quotidianamente aggressioni al punto che, Salvini lo sa bene, abbiamo dovuto chiedere di rafforzare la sorveglianza davanti alle sedi”.
Ma il presidente dell’Istitito di previdenza è scettico sulle misure del governo: “Uno pensa che a un certo punto si scenda con i piedi per terra e si obblighi tutti a misurarsi con i vincoli”, dice, “Invece, si ribadisce di continuo che le misure promesse partiranno l’anno prossimo. Ma sin qui esiste solo un disegno di legge di Bilancio che istituisce due fondi, uno per le pensioni e l’altro per il reddito di cittadinanza. Quello per la previdenza ha 6,7 miliardi nel 2019, poi sempre sette a seguire“.
Pronta la replica del vicepremier Luigi Di Maio bolla come “allarmismi inutili“. “Quota 100 si farà“, garantisce il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.
Con Boeri rispedito a casa a fare l’economista radical-chic, si chiuderebbe una stagione. Dopo circa dieci anni di amministrazione semicommissariale per Inps e Inail (attuale presidente Massimo De Felice) infatti cambia la governance e torna il Consiglio di amministrazione. La misura sarà inserita nel provvedimento sul riordino delle pensioni annunciato dal governo. Il riordino avrà come effetto collaterale quello di azzerare gli attuali vertici dei due enti.
Il nuovo Cda sarà composto dal presidente e da quattro consiglieri. Sarà nominato con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata su proposta del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze. Proposta che ovviamente terrà conto del parere delle commissioni parlamentari competenti.
Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. “Ma spetta all’Inps segnalare per tempo potenziali violazioni del patto intergenerazionale di cui è garante”
    dice questo globalista Boeri.Racconta balle come al solito ; all’ INPS spetta di erogare le pensioni; è al governo che spettano le politiche e l’INPS non garantisce un bel niente ma garantisce lo stato italiano.Meno male che Boeri si leva dalle scatole molto presto.Ovviamente con una pensione che gli italiani normali si sognano e per di piu’ dopo avere preso da noi stipendi galattici per remare contro gli italiani e promuovere gli immigrati che secondo lui contribuiscono all’ INPS ma anche questa è una balla.

  2. Burocrate parassita sinistrorso , un nano inadeguato comunista , arrogante e rancoroso , forte con i deboli , codardo e vigliacco con i forti………..il tipico piddino, falso e servo dell’Europa sorosiana. Auguri.

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